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Caro-carburanti, la protesta dei camionisti svuota i supermercati: cosa sta succedendo in Puglia

La distribuzione alimentare dipende in larga misura dal trasporto su strada: quando i mezzi non riescono a raggiungere i punti vendita, il normale ricambio delle merci si interrompe e le scorte disponibili possono diminuire rapidamente

16 Ottobre 2026
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Scaffali vuoti in un supermercato

Scaffali vuoti in un supermercato | X @__angy_0 - Alanews.it

Alessandro Bolzani di Alessandro Bolzani

Mi chiamo Alessandro Bolzani e sono nato a Vigevano nel 1991. Sono un giornalista pubblicista e dal 2018 collaboro con l'agenzia media Alanews, per la quale ho curato la realizzazione di articoli per importanti realtà editoriali. Sono appassionato di scrittura creativa e nel 2024 ho pubblicato il romanzo urban fantasy "Cronache dei Mondi Connessi - I difensori del parco" con la casa editrice PAV Edizioni. Alcuni dei miei scritti sono stati pubblicati anche sulla rivista Weirdbreed.

Il blocco dei trasporti legato alla protesta contro il caro-carburanti sta producendo conseguenze sempre più visibili nel Sud Italia, dove alcune stazioni di servizio sono rimaste senza benzina e diesel e diversi supermercati hanno iniziato a registrare carenze di prodotti alimentari. In Puglia, tra le aree maggiormente colpite, le immagini degli scaffali vuoti si accompagnano alla preoccupazione dei cittadini, mentre gli autotrasportatori chiedono interventi per fronteggiare l’aumento dei costi. Le difficoltà interessano anche Basilicata e Calabria, con possibili ripercussioni sulla filiera agricola e agroalimentare.

La situazione dei supermercati in Puglia

A San Severo, in provincia di Foggia, le difficoltà negli approvvigionamenti hanno spinto numerosi clienti a fare scorte nei supermercati e nei mini market. Vanessa, 28 anni, dipendente del punto vendita Pro7, ha raccontato a Fanpage.it di aver trovato una situazione inattesa all’apertura del negozio: persone che si muovevano rapidamente tra le corsie e carrelli riempiti con grandi quantità di prodotti.

“Le persone uscivano con i carrelli pieni, ora gli scaffali sono quasi vuoti. Non sono preoccupata per i disordini, perché qui ci conosciamo tutti, ma la paura di rimanere senza cibo c’è”, ha spiegato la lavoratrice. Tra le fotografie circolate si vedono reparti quasi completamente svuotati, in particolare quelli della carne e del pane, insieme agli spazi dedicati ai prodotti da forno. La preoccupazione riguarda beni di uso quotidiano, acquistati dalle famiglie nel timore che le difficoltà di consegna possano prolungarsi. Nella zona vengono segnalate carenze anche per farina, uova, latte e prodotti ortofrutticoli, mentre diversi distributori di carburante indicano di avere ormai esaurito o quasi terminato le proprie riserve.

Rifornimenti bloccati da martedì: l’autista sarebbe stato aggredito

Il problema delle consegne, secondo il racconto di Vanessa, non è iniziato soltanto nelle ultime ore. Il supermercato in cui lavora avrebbe dovuto ricevere la merce già martedì, ma il camion incaricato del trasporto non è arrivato nei tempi previsti a causa delle proteste in corso. “Il camion che avrebbe dovuto portarci la merce è rimasto bloccato, l’autista è stato anche aggredito e gli è stata rubata parte della merce. Calcolando quando è ripartito e quando è tornato, è rimasto bloccato nel suo camion per quasi tre giorni”, ha riferito la dipendente. La testimonianza segnala anche episodi di presunto sciacallaggio ai danni dei trasportatori rimasti fermi durante le mobilitazioni.

La distribuzione alimentare dipende in larga misura dal trasporto su strada: quando i mezzi non riescono a raggiungere i punti vendita, il normale ricambio delle merci si interrompe e le scorte disponibili possono diminuire rapidamente. Per questo, il protrarsi delle proteste rischia di aggravare ulteriormente la situazione nei supermercati.

Camion in piazza e tensioni: la protesta coinvolge anche i cittadini

La mobilitazione degli autotrasportatori si è intrecciata in Puglia con quella dei lavoratori dell’ex Ilva di Taranto, impegnati da lunedì in un presidio davanti allo stabilimento Eni. Il blocco delle attività e le difficoltà nella circolazione hanno contribuito ad amplificare i problemi di rifornimento, mentre nelle ore notturne diversi distributori hanno esposto cartelli con la dicitura “tutto esaurito”. Le stazioni che disponevano ancora di carburante sono state raggiunte da lunghe file di automobili.

A San Severo, ha raccontato ancora Vanessa, alcuni clienti hanno suggerito ai dipendenti del supermercato di chiudere l’attività e unirsi alla protesta degli autotrasportatori. Nel corso della giornata, diversi cittadini si sono poi ritrovati nelle strade per seguire il corteo dei camion. Le mobilitazioni non riguardano soltanto la Puglia. In Calabria, Sicilia, Campania e Basilicata sono state segnalate iniziative e blocchi promossi anche da gruppi e comitati autonomi. Nel settore del trasporto merci cresce così il timore che la protesta possa estendersi fino a trasformarsi in un fermo nazionale.

Supermercati vuoti in alcune (penso solo alcune) zone del sud Italia. https://t.co/UCNRgdHut1

— 𝕭𝖎𝖘𝖒𝖆𝖗𝖈𝖐 ⚡️🇪🇺 (@Bismarck888) October 16, 2026

Caro gasolio, gli autotrasportatori minacciano lo stop nazionale

Al centro della vertenza c’è il costo del carburante, diventato sempre più difficile da sostenere per le aziende di autotrasporto. Le principali organizzazioni di categoria denunciano una situazione economica ormai critica e chiedono risposte concrete al governo. Paolo Uggè, presidente di Unatras, l’Unione nazionale delle associazioni dell’autotrasporto merci, ha indicato il prezzo del gasolio, arrivato secondo le sue parole tra 1,80 e 1,90 euro al litro, come uno dei fattori che rendono insostenibile la gestione delle imprese. “Siamo sull’orlo del collasso, senza risposte siamo pronti al fermo nazionale”, è l’allarme lanciato dal settore.

Uggè ha inoltre ricordato che a maggio il governo aveva promesso 440 milioni di euro di sostegni, che, secondo quanto riferito, non sarebbero ancora arrivati. La mancanza di liquidità metterebbe quindi a rischio la capacità delle aziende di proseguire l’attività. Per affrontare la vertenza è stato fissato per il 27 ottobre un incontro al ministero dei Trasporti. Il presidente di Unatras lo ha definito un passo avanti nel tentativo di trovare una soluzione.

Calabria e Sicilia, emergenza carburanti e disagi alla circolazione

Le ripercussioni della protesta sono particolarmente evidenti anche in altre aree del Mezzogiorno. In Calabria, i camion si sono posizionati ai lati delle strade nell’ambito della mobilitazione proclamata da Fedralog, la Federazione regionale della logistica, prevista almeno fino al 20 ottobre. Pur senza mettere necessariamente in atto blocchi completi, i mezzi restringono in alcuni punti la carreggiata e provocano rallentamenti, sotto il controllo delle forze dell’ordine.

A Cosenza la situazione viene descritta come una vera emergenza carburanti: secondo quanto riferito da Unatras al Sole 24 Ore, la maggior parte delle stazioni di servizio avrebbe esaurito le scorte di benzina e diesel, con conseguenze sulla mobilità urbana. Le criticità, secondo l’associazione, stanno interessando anche altre province. In Sicilia, gli autotrasportatori hanno annunciato uno stop almeno fino al 20 ottobre. La diffusione delle proteste e le difficoltà nei rifornimenti stanno dunque coinvolgendo più territori, rendendo sempre più complessa la circolazione delle merci e l’approvvigionamento dei servizi essenziali.

Agricoltura a rischio, l’allarme per frutta e verdura

Le conseguenze del blocco non riguardano soltanto i supermercati e gli automobilisti. Le difficoltà nella movimentazione delle merci possono compromettere anche il lavoro delle aziende agricole, soprattutto quando si tratta di prodotti freschi che devono essere trasportati e venduti in tempi brevi.

Raffaele Drei, presidente di Confcooperative Agroalimentare, ha invitato a tenere conto delle esigenze della filiera pur riconoscendo le ragioni della protesta. Intervenendo sul Corriere, ha sottolineato che il diritto degli autotrasportatori a manifestare deve essere rispettato, ma che occorre evitare danni alle produzioni che non possono attendere. Secondo Drei, i ritardi nelle consegne rischiano di compromettere la qualità di frutta e verdura e di vanificare il lavoro svolto dalle imprese agricole durante un’intera stagione. Un problema che potrebbe estendersi anche alle attività di trasformazione e distribuzione, con conseguenze economiche per aziende, lavoratori e consumatori.

Confagricoltura Bari-BAT: “Un blocco logistico insostenibile”

Anche Confagricoltura Bari-BAT ha denunciato le ripercussioni della situazione sulla filiera agricola e agroalimentare. L’organizzazione segnala che da oltre tre giorni la movimentazione delle merci è fortemente rallentata, con rischi per i prodotti freschi destinati sia al mercato italiano sia a quello internazionale. L’associazione parla di un blocco logistico insostenibile, che potrebbe mettere in difficoltà la sopravvivenza economica delle imprese del territorio. Il problema non riguarda quindi soltanto la disponibilità immediata di alimenti nei negozi: se le consegne continuano a essere ostacolate, anche le aziende che producono e commercializzano i prodotti rischiano di subire perdite.

La preoccupazione è particolarmente forte per le merci deperibili, che non possono restare ferme a lungo senza conseguenze sulla qualità e sul valore commerciale. Il protrarsi della protesta potrebbe così ripercuotersi su diversi passaggi della filiera, dalla produzione agricola fino agli scaffali dei supermercati.

Lollobrigida: “Bloccare le strade per impedire le consegne è un reato”

Sulla vicenda è intervenuto anche Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. In un messaggio pubblicato sui social ha riconosciuto la legittimità delle manifestazioni, contestando però le iniziative che impediscono la circolazione delle merci. “Manifestare è lecito e degno di rispetto. Bloccare le strade per impedire ai prodotti di essere distribuiti è un reato”, ha scritto il ministro. Lollobrigida ha aggiunto di rispettare le richieste dei lavoratori, ma ha definito grave e intollerabile il rischio che milioni di italiani si trovino davanti a negozi senza prodotti o con prezzi più elevati, in un contesto già difficile per molte famiglie.

Il ministro ha quindi invitato a garantire il transito dei mezzi e la regolarità degli approvvigionamenti, sottolineando anche il danno economico che può derivare dal fermo dei camion. Una parte delle merci trasportate, se bloccata troppo a lungo, potrebbe infatti diventare inutilizzabile, con perdite per le imprese, per i lavoratori del comparto e per i cittadini. “Arrecare danno ad altri per tutelare le proprie posizioni non è giusto”, ha concluso Lollobrigida, ribadendo che non può esserci una giustificazione per la violazione delle leggi e per i danni causati ad altri cittadini.

I sindaci del Gargano: “La situazione è vicina al collasso”

Le segnalazioni di scaffali vuoti non arrivano soltanto da San Severo. Diversi sindaci del Gargano, nell’area nord-orientale della provincia di Foggia, hanno riferito che difficoltà analoghe si stanno verificando anche in altri comuni della zona, descrivendo una situazione che si avvicina al collasso. La scarsità di farina, uova, latte e prodotti ortofrutticoli, insieme alle riserve di carburante in esaurimento, rappresenta uno dei segnali più evidenti delle conseguenze dei blocchi. Se i camion non riusciranno a riprendere regolarmente le consegne, le disponibilità nei negozi potrebbero ridursi ulteriormente nei prossimi giorni.

Il quadro resta legato all’evoluzione delle proteste e alla possibilità di riattivare i collegamenti logistici. Nel frattempo, le difficoltà di rifornimento alimentano la preoccupazione tra i residenti e aumentano la pressione affinché venga trovata una soluzione al conflitto sul caro-carburanti.

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