Le proteste studentesche arrivano anche a Napoli, con l’occupazione di diversi licei e la richiesta di maggiori investimenti nella scuola pubblica. Al centro della mobilitazione il caro vita, le carenze strutturali degli istituti, i tagli all’istruzione e le condizioni di lavoro degli insegnanti. Tra le rivendicazioni anche la contrarietà ai Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr), con uno striscione esposto all’esterno del liceo Genovesi che richiama la mobilitazione contro la struttura prevista a Castel Volturno, nel Casertano, in programma il 24 ottobre.
La protesta napoletana si inserisce in un clima di mobilitazione che attraversa anche altri Paesi europei. In Francia le manifestazioni e i blocchi degli istituti hanno portato gli studenti a denunciare la carenza di docenti, il sovraffollamento delle classi e il deterioramento degli edifici scolastici. Anche in Italia le rivendicazioni si intrecciano con la denuncia del costo della vita e delle difficoltà che investono il sistema dell’istruzione pubblica. A Napoli, dopo le prime occupazioni, la mobilitazione si è estesa a diversi istituti cittadini. Tra questi i licei classici Umberto, Genovesi e Sannazaro e lo scientifico Mercalli, dove gli studenti hanno interrotto le lezioni per portare all’attenzione le proprie richieste. Le ragioni della protesta comprendono la necessità di ambienti scolastici sicuri e adeguati, maggiori risorse per la didattica e un riconoscimento delle condizioni economiche dei docenti. Accanto alle questioni legate alla scuola, gli studenti hanno posto l’accento anche sul tema dei diritti e delle politiche migratorie. Lo striscione esposto al Genovesi contro i Cpr si inserisce nella contestazione alla prevista apertura di un centro per il rimpatrio a Castel Volturno. La mobilitazione cittadina guarda così alla manifestazione nazionale del 24 ottobre nel Casertano, promossa da realtà associative e comitati contrari alla realizzazione della struttura. La protesta riporta al centro del dibattito il rapporto tra investimenti pubblici, qualità dei servizi e diritti sociali, con gli studenti che chiedono interventi sulle criticità degli edifici scolastici e maggiori garanzie per chi insegna e studia.