I casi di influenza hanno registrato un incremento anomalo negli Stati Uniti nei giorni scorsi, segnalato dalla rivista Nature: un andamento che potrebbe preannunciare un inizio precoce della stagione. I segnali internazionali non sono però uniformi e non consentono ancora di delineare l’evoluzione dei contagi.
Anche nel Regno Unito l’attività dell’influenza è aumentata. Gli ultimi dati della Health Security Agency britannica, pubblicati ieri, indicano che il 6,5% dei campioni analizzati dai laboratori è risultato positivo ai virus influenzali.
La circolazione europea e i limiti dei primi test
Nel resto d’Europa le segnalazioni crescono senza accelerazioni improvvise. La piattaforma European Respiratory Virus Surveillance Summary (Erviss), sulla quale European Centre for Disease Prevention and Control e Ufficio Europeo dell’Oms condividono i dati sull’influenza e sulle altre malattie respiratorie, descrive un’attività ancora contenuta.
«Il numero di pazienti che si rivolge all’assistenza primaria con sintomi di malattie respiratorie, incluse le infezioni respiratorie acute, si mantiene prevalentemente su livelli bassi o di base nei paesi dell’Unione europea e dello Spazio Economico Europeo», indica Erviss. «Tuttavia, i tassi sono in aumento nella maggior parte dei Paesi».
I risultati variano in base al sistema di rilevazione utilizzato. Nella quasi totalità dei Paesi, l’attività delle sindromi influenzali o respiratorie resta comunque sui livelli tipici del periodo pre-influenzale.
I primi test mostrano una prevalenza dei virus di tipo A, senza differenze significative, al momento, tra H1 e H3. Il numero di campioni è ancora ridotto e riguarda pochi Paesi: è quindi presto per formulare previsioni.
Le partenze regionali delle vaccinazioni in Italia
In Italia le campagne vaccinali stanno cominciando con calendari diversi da Regione a Regione. Questa settimana sono partite Toscana, Veneto e Lazio; lunedì sarà la volta di Emilia Romagna, Sicilia, Lombardia, Calabria e Campania.
Quasi tutte le Regioni danno la precedenza alle categorie a maggior rischio, come gli anziani, per poi estendere l’immunizzazione al resto della popolazione. Negli ambulatori dei medici di famiglia compaiono i primi casi di sindromi simil-influenzali, ma per il momento non ci sono segnali di allarme.
Gli adempimenti per riattivare RespiVirNet
Per l’avvio della sorveglianza stagionale del sistema RespiVirNet, gestito dall’Istituto Superiore di Sanità, mancano ancora gli ultimi passaggi autorizzativi.
Sul finire della scorsa stagione influenzale, le Regioni e le Province autonome avevano interrotto la trasmissione dei dati all’Istituto Superiore di Sanità. La decisione era stata motivata con la necessità di attenersi a una regolamentazione conforme alla legge sulla riservatezza dei dati personali. Il passaggio necessario per sbloccare la situazione è una circolare del ministero.
