Le mobilitazioni degli studenti proseguono in Francia e il primo ministro Sébastien Lecornu ha promesso le prime risposte del governo entro la fine di ottobre. Il capo del governo ha riconosciuto le ragioni del malessere giovanile e ha legato l’esito politico alla capacità di ascolto delle istituzioni.
“La rabbia dei giovani non nasce dal nulla” e “nessuno può rimanere indifferente alle ansie che esprimono”, ha dichiarato il premier da Palazzo Matignon. Sulla gestione dell’ordine pubblico, Lecornu ha assicurato che la polizia “non ha ricevuto istruzioni di scontrarsi con gli studenti delle scuole superiori”. Ha poi aggiunto: “Non possiamo giocare con la sicurezza dei giovani in Francia”, accusando la sinistra radicale di strumentalizzare la mobilitazione.
Richieste degli studenti e calendario delle proteste
Le organizzazioni studentesche chiedono un incontro diretto con il primo ministro. Le risposte arrivate finora dai ministeri dell’Istruzione e dell’Università sono considerate insufficienti: le sigle rivendicano maggiori risorse per il sistema scolastico e risposte alle difficoltà denunciate nelle ultime settimane.
La nuova mobilitazione degli allievi delle scuole superiori è prevista per giovedì 8 ottobre. Il presidente Emmanuel Macron ha convocato il governo per fare il punto sulla crisi, mentre le normali attività didattiche nei licei sono state sospese fino a venerdì per consentire agli istituti di organizzare momenti di confronto con gli studenti.
Dunkerque e gestione dell’ordine pubblico
Un video diffuso sui social da Dunkerque, nel nord della Francia, mostra un fuoristrada della Police Nationale accelerare in direzione di un gruppo di manifestanti. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha annunciato l’apertura di un’indagine disciplinare, definendo l’episodio “eccezionale”, e ha riferito che sono stati impartiti richiami agli agenti interessati.
La Ligue des Droits de l’Homme si è attivata sul caso. La vicepresidente Emmanuelle Jourdan-Chartier ha annunciato la raccolta di informazioni e testimonianze da trasmettere ai relatori speciali delle Nazioni Unite.
Partecipazione, fermi e tensione diplomatica
Le stime sulla partecipazione alla mobilitazione del 6 ottobre restano divergenti. Il ministero dell’Interno ha indicato almeno 256 mila persone in tutta la Francia, delle quali 56 mila a Parigi, mentre le organizzazioni studentesche e sindacali hanno stimato circa 450 mila manifestanti. Nel corso della giornata sono state fermate 488 persone e 43 agenti sono rimasti feriti.
Accanto all’esigenza di dare risposte politiche e garantire l’ordine pubblico, si è aperto un fronte esterno: Parigi ha convocato l’ambasciatore iraniano, accusando Teheran di diffondere contenuti falsi sulle proteste e sulla condotta delle forze dell’ordine francesi.
