È morto a 60 anni Alessandro Baggi, fumettista milanese conosciuto soprattutto per il suo lavoro sulle pagine di Dampyr e Dylan Dog. La sua scomparsa, avvenuta improvvisamente, è stata ricordata anche da Sergio Bonelli Editore, casa editrice con la quale Baggi aveva collaborato per oltre vent’anni. Secondo quanto riportato da diverse fonti, tra cui Il Giorno e Comicus, l’autore sarebbe morto in seguito a un infarto.
Nato a Milano il 10 agosto 1966, Baggi aveva iniziato prestissimo a dedicarsi al fumetto. A 14 anni aveva frequentato la Scuola del Fumetto di Milano, dove sarebbe successivamente tornato anche nelle vesti di docente. Il debutto professionale risale al 1983, quando aveva appena 17 anni, sulle pagine della rivista 1984.
Da Splatter e Intrepido alla Sergio Bonelli Editore
Negli anni Ottanta e Novanta Baggi costruì progressivamente il proprio stile, particolarmente riconoscibile per le atmosfere horror, fantastiche e surreali. Nel 1988 vinse il primo premio al Concorso Nazionale Giovani Autori di Prato e l’anno successivo iniziò la collaborazione con ACME, realizzando storie per riviste come Splatter e Mostri.
Dal 1992 lavorò invece per Intrepido dell’Editrice Universo, diventandone nel 1995 anche copertinista. Parte dei lavori realizzati in quegli anni sarebbe stata successivamente raccolta nel volume Vertigini.
La svolta arrivò nel 2001, con l’ingresso nell’universo di Sergio Bonelli Editore. Baggi esordì su Dampyr disegnando una storia contenuta nel decimo numero della serie e negli anni successivi divenne uno degli autori legati al personaggio creato da Mauro Boselli e Maurizio Colombo.
Il suo tratto arrivò poi anche su Dylan Dog, per il quale lavorò sia come disegnatore sia, in diverse occasioni, come autore completo.
L’ultimo Dylan Dog di Alessandro Baggi
Proprio l’Indagatore dell’Incubo era stato protagonista di uno degli ultimi importanti lavori di Baggi. Tra luglio e agosto 2026 era infatti uscita “The Nightmare Circus”, storia inedita di Dylan Dog realizzata interamente dall’autore per La fine del mondo, la rivista a fumetti allegata al quotidiano il manifesto.
Baggi ne aveva curato testi, disegni e colori, firmando anche le copertine dei numeri che ospitavano il racconto. Un lavoro che aveva riportato in primo piano una delle caratteristiche più riconoscibili della sua produzione: la capacità di mescolare horror, grottesco e suggestioni surreali attraverso un segno fortemente personale.
Nel ricordarlo, Mauro Boselli lo ha descritto sul sito della Sergio Bonelli Editore come un artista “unico e sorprendente”, sottolineando quanto la sua personalità fosse inseparabile dalle opere che realizzava.
