“Io sono Giorgia Meloni, io sono Giorgia Meloni“: quattro secondi, pronunciati dalla presidente del Consiglio con la propria voce, sono stati depositati come marchio presso l’Euipo, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale. La richiesta è stata presentata domenica 5 ottobre e risulta ancora sotto esame.
A curare il deposito è stato lo studio legale romano Mpmlegal. La voce della premier è stata presentata come un marchio sonoro: una possibilità prevista dalle regole europee sulla proprietà intellettuale, che consentono di registrare un segno costituito esclusivamente da un suono o da una combinazione di suoni.
“Io sono Giorgia Meloni”: perché la premier ha registrato la sua voce
Dietro la scelta c’è anche il tentativo di proteggersi dalle possibilità offerte dall’intelligenza artificiale. La clonazione delle voci permette infatti di realizzare contenuti nei quali una persona sembra pronunciare frasi che in realtà non ha mai detto. Nel caso di una figura politica, la diffusione di un falso audio può assumere conseguenze particolarmente rilevanti.
La domanda depositata all’Euipo non significa però che la voce di Giorgia Meloni nel suo complesso sia diventata di sua proprietà, né che ogni sua eventuale imitazione possa automaticamente essere vietata. La tutela di un marchio riguarda il segno depositato e i prodotti e servizi per i quali viene richiesta la registrazione. La stessa Euipo precisa che, al momento della domanda, devono essere indicate le categorie di beni e servizi che il marchio dovrà coprire.
Nel caso dei marchi sonori, l’Ufficio europeo accetta un file audio che riproduca il suono: per la rappresentazione tramite audio è previsto il formato Mp3.
“Io sono Giorgia”, dallo slogan diventato virale alla registrazione
Non è casuale nemmeno la frase scelta. “Io sono Giorgia” accompagna Meloni almeno dal 2019, quando durante una manifestazione del centrodestra in piazza San Giovanni, a Roma, pronunciò il discorso diventato poi uno dei momenti più riconoscibili della sua comunicazione politica: “Io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana”.
La frase venne trasformata poco dopo dai dj MEM & J in un remix nato con intento parodistico e diventato virale sui social. Con il tempo, però, Meloni riuscì a riappropriarsi dello slogan, trasformandolo in un elemento della propria comunicazione politica. Nel 2021 “Io sono Giorgia” diventò anche il titolo della sua autobiografia.
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