Il pilota omanita Hamam Al-Hammami ha tentato di dirottare il Boeing 737 Max di FlyDubai diretto a Tel Aviv, in Israele, per «vendicare Gaza» e «morire da martire». Sono le motivazioni che ha dichiarato agli inquirenti durante l’interrogatorio negli Emirati, secondo Channel 12. Un rappresentante del Mossad ha condiviso ieri alcuni dettagli dell’indagine con i ministri durante la riunione del gabinetto di sicurezza.
Secondo due fonti presenti alla riunione, il rappresentante avrebbe detto: «Abbiamo scoperto che negli ultimi anni il terrorista ha visitato Paesi ostili a Israele, alcuni dei quali considerati Paesi nemici. Si trattava di visite brevi. Stiamo verificando se durante queste visite qualcuno o qualche organizzazione lo abbia manipolato, reclutato o coinvolto».
Le verifiche sui contatti del copilota di FlyDubai e sull’equipaggio
In Israele si sta cercando di accertare se Al-Hammami abbia agito da solo o se dietro il tentato dirottamento ci siano un’organizzazione estremista o dei complici. Alle indagini partecipa anche lo Shin Bet. Gli investigatori sono in possesso del contenuto del telefono del pilota e lo stanno esaminando per raccogliere ulteriori informazioni, riferisce Channel 12.
L’emittente israeliana ha riportato anche che le autorità degli Emirati hanno interrogato l’equipaggio di assistenti di volo presente sull’aereo FlyDubai. Gli inquirenti hanno escluso la possibilità che i suoi componenti fossero complici o avessero tentato di aiutare il pilota.
Secondo gli investigatori emiratini, gli assistenti di volo hanno ammesso di essere stati confusi e disorientati, ma hanno dichiarato di non aver partecipato al piano.
