Una donna di 34 anni residente in California è stata arrestata dall’FBI con l’accusa di avere sorvegliato il figlio del presidente di Taiwan Lai Ching-te per conto del governo cinese. Wanying “Heather” Zhang è stata fermata domenica 4 ottobre all’aeroporto internazionale di Los Angeles, mentre si preparava a prendere un volo diretto a Shanghai.
Secondo gli investigatori statunitensi, Zhang avrebbe agito come agente della Cina senza dichiararlo alle autorità americane. Al centro dell’indagine c’è quanto sarebbe accaduto nel settembre del 2025 nei pressi di Seattle, dove viveva Lai Ting-yu, figlio del presidente taiwanese.
La sorveglianza del figlio di Lai Ching-te
La ricostruzione dell’FBI parte da alcuni mesi prima. Nel giugno del 2025, un ex compagno di studi avrebbe messo Zhang in contatto con un funzionario cinese. La donna lo avrebbe successivamente incontrato a Changsha, in Cina, dove avrebbe ricevuto indicazioni sull’attività da svolgere. I contatti sarebbero poi proseguiti attraverso WeChat.
Il primo settembre Zhang e un uomo, identificato nei documenti giudiziari come “Individuo uno”, sarebbero stati ripresi dalla telecamera di sicurezza di un vicino dell’abitazione di Lai Ting-yu. Secondo l’accusa, i due avrebbero aspettato il suo rientro e fotografato e filmato lui e la sua famiglia, raccogliendo anche i numeri di targa di due veicoli.
Il materiale sarebbe stato successivamente trasmesso a funzionari cinesi. È proprio la possibile destinazione di quelle informazioni a rendere il caso particolarmente delicato: nella denuncia, gli agenti sostengono che immagini e dati sulla famiglia potrebbero essere utilizzati da Pechino per esercitare pressioni sul presidente di Taiwan nell’eventualità di un conflitto.
Le tensioni tra Cina e Taiwan
Il caso si inserisce nel confronto sempre più teso sul futuro di Taiwan. Pechino considera l’isola parte del proprio territorio e non ha mai escluso l’uso della forza per ottenere la riunificazione. Taiwan è invece governata autonomamente dal 1949 e Lai Ching-te, presidente dal 2024, è considerato dalla leadership cinese un esponente particolarmente ostile alle rivendicazioni di Pechino.
Negli ultimi anni la pressione cinese sull’isola è aumentata, con esercitazioni militari, incursioni di aerei e navi attorno a Taiwan e una crescente attività di intelligence. La questione coinvolge direttamente anche gli Stati Uniti, che non hanno relazioni diplomatiche ufficiali con Taipei ma ne sono il principale sostenitore internazionale e fornitore di armi.
Il governo cinese non ha per ora risposto alle accuse rivolte a Zhang. L’ufficio presidenziale taiwanese ha invece definito la vicenda un “tipico esempio di repressione transnazionale”, ringraziando le autorità statunitensi per l’intervento.
