Riccardo Magi, segretario di Più Europa, è al quinto giorno di sciopero della fame contro la norma della legge elettorale che impone le firme quadruplicate per presentare una lista alle elezioni. Il segretario l’ha definita «una vera e propria barriera antidemocratica». La protesta, ha spiegato, risponde alla «necessità di segnalare, con tutti gli strumenti possibili della nonviolenza, che sta accadendo qualcosa di straordinariamente grave».
Le condizioni fisiche del segretario risentono del digiuno. «Sono un po’ stanco, debole, ma molto determinato. Domani mi farò vedere da un medico», ha detto Magi, che chiede di cambiare il testo prima dell’approvazione.
Lo sciopero della fame di Magi per la legge elettorale
La richiesta è rivolta al governo e alla maggioranza: Magi sollecita un impegno a intervenire e prospetta un nuovo passaggio al Senato, con l’approvazione entro la fine del mese. «Il mio obiettivo è di smuovere le coscienze del governo e della maggioranza. Fino all’ultimo mi aspetto un ripensamento, un impegno a cambiare questo testo», ha dichiarato.
Per il segretario, i tempi parlamentari non impediscono una correzione: «Cosa cambierebbe se domani decidessero di fare una modifica, di rimandare la legge elettorale al Senato e di approvarla, invece che entro la settima, entro la fine del mese? Non è un decreto in scadenza. Trovino loro il modo, scelgano loro il modo di cambiare questa norma che è uno schifo, che non è accettabile».
L’accesso alle elezioni e la firma digitale
L’accesso alle elezioni è l’aspetto su cui Magi concentra la contestazione: «La legge elettorale nel complesso è una schifezza. Ma c’è un aspetto particolarmente odioso: la chiusura all’accesso alle elezioni. È un modo violento di esercitare il potere. Questo significa chiudere la democrazia ed è un problema per i cittadini, non per i partiti».
La richiesta comprende l’uso della firma digitale: «I cittadini hanno diritto di sostenere i partiti, e devono poterlo fare con gli stessi strumenti con cui firmano un referendum, quindi anche con la firma digitale, con lo Spid. E hanno diritto a un’offerta politica ampia», ha sostenuto Magi.
Il segretario considera falso l’allarme sulla proliferazione delle liste e cita il confronto storico: «Nel 2022 abbiamo toccato il minimo storico di ammessi alle elezioni: 23. Solo nel 1976 erano meno: 21».
