Marco Giallini ha cresciuto i figli Diego e Rocco dopo la morte improvvisa della moglie Loredana, nel 2011. Ospite del Tropea Film Festival, l’attore ha raccontato come quel dolore sia riemerso a distanza di anni. Loredana aveva 40 anni: è morta tra le braccia del marito per un’emorragia cerebrale causata da un aneurisma.
Giallini ha ricostruito la propria vita facendo appello alle sue risorse: «Sono uno che si tira su, ho fatto appello alla mia forza». Ma quella capacità di reagire non è rimasta intatta: «A un certo punto, qualche anno fa, quella forza mi ha un po’ mollato».
Il dolore riemerso e il rapporto con gli altri di Marco Giallini
Il racconto passa dalla reazione alla perdita a una difficoltà arrivata più tardi. «Ero giù, mi era risalito su tutto, è arrivata all’improvviso la botta che prima avevo cercato di non avvertire», ha spiegato. Oggi descrive una condizione diversa: «Adesso sto molto meglio, sono tornato in pista».
A farlo arrabbiare è soprattutto l’indifferenza degli altri: «Chi non capisce, chi ti guarda ma non ti vede, perché non gli interessa di capire. Di gente così ce n’è tanta, troppa». Per Giallini questo significa non potersi mostrare per come si è: «Mi rode, significa che non puoi essere te stesso, che non puoi dare un pezzettino di cuore perché poi c’è sempre chi è pronto a mangiarselo».
Diego e Rocco, il cinema e la promessa sulla motocicletta
Diego e Rocco hanno 27 e 21 anni: uno lavora come attore, l’altro come aiuto regista. Giallini li ha cresciuti da solo, con il sostegno dei suoi cari. Quando parla dell’orgoglio, parte da loro: «Prima di tutto dei figli, con l’aiuto della mia famiglia siamo riusciti a farne due belle persone».
Il padre apprezza che nessuno abbia regalato niente ai figli: «Puoi essere figlio di chiunque, ma se non sei bravo, non vai da nessuna parte». La passione comune per il cinema porta anche a scambi in cui è lui a trovarsi in difficoltà: «Sanno tutto, lo amano nelle più varie sfumature, mi tirano fuori certi nomi che io non conosco minimamente».
Giallini si definisce però un padre apprensivo. Comincia a preoccuparsi quando i figli escono di casa e cerca di nasconderlo, senza riuscirci: «Io non riesco a guarire». Anche per questo ha accettato di lasciare da parte la motocicletta: «Sarò banale, mi manca la motocicletta, ma ho promesso ai figli che la lascio per un po’ da parte».
La rinuncia riguarda qualcosa che ama, ma di cui conosce il rischio: «È pericolosa, quando sei bravo a portarla, allora è il momento che ti fai male». La preoccupazione è reciproca, ha spiegato: «La paura dei miei figli è la stessa che provo io per loro quando escono».
I nuovi film e i legami con Verdone e Mastandrea
Il lavoro prosegue con il nuovo film di Rolando Ravello, una commedia amara che sta girando. Poi Giallini tornerà con Valerio Mastandrea in Buttafuori e sarà nel cast di FolleMente 2. È prevista anche una nuova stagione di Rocco Schiavone, personaggio al quale si dice «legatissimo».
Tra i registi, il rapporto più forte è quello con Carlo Verdone: «Ho girato con lui in una fase molto difficile, per me Carlo è un fratello maggiore». Anche il legame con Valerio Mastandrea supera il lavoro: «Valerio è sempre Valerio, un fratello, e poi è il padrino di mio figlio Rocco».
