L’Europa deve prepararsi ai possibili attacchi della Russia, ha affermato Kaja Kallas, ieri a Roma per una serie di incontri istituzionali. «La Russia sta spingendo per un’escalation per creare paura nelle nostre società», ha dichiarato l’alta rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza al Corriere della Sera. L’ex premier estone ha incontrato il Papa, il ministro degli Esteri Antonio Tajani e quello della Difesa Guido Crosetto, affrontando la guerra in Ucraina, la sicurezza europea e il contributo italiano alle missioni.
Le minacce ibride e le accuse ai partiti filorussi
Le nuove minacce del Cremlino sull’uso delle armi nucleari hanno accompagnato il richiamo di Kallas alla preparazione e alla prevenzione. L’alta rappresentante ha collegato la proposta di un protocollo di sicurezza d’emergenza alla necessità di rispondere ai possibili attacchi. Tra gli interventi preventivi ha indicato la protezione delle infrastrutture marittime critiche, che gli Stati membri possono assicurare con l’aiuto degli altri Paesi e dell’Unione europea.
Gli attacchi ibridi russi contro i Paesi europei mirano, secondo Kallas, a intimidirli perché smettano di sostenere l’Ucraina. La sua valutazione è che stia accadendo il contrario. «Se lasciamo sola l’Ucraina mentre la sua popolazione viene bombardata, la Russia vince. Ma poi avremo più aggressioni», ha affermato, ricordando la proposta di altre misure contro Mosca.
La crescita dell’estrema destra filorussa in Europa è un altro motivo di preoccupazione per Kallas in vista delle elezioni dei prossimi mesi. Pur riconoscendo che nelle democrazie i cittadini eleggono chi vogliono, l’alta rappresentante ha accusato questi partiti di ricorrere troppo spesso alla disinformazione: «Usano narrazioni false per convincere le persone, manipolano l’opinione pubblica».
Le sanzioni, il dialogo con Mosca e le regole sui visti
La proposta di sanzionare 1.600 persone ed entità costituisce, nelle parole di Kallas, il pacchetto più ampio finora. Di fronte alla stanchezza degli Stati europei sulle sanzioni, l’alta rappresentante ha espresso l’auspicio di raggiungere un accordo entro ottobre al Consiglio Affari esteri. Due oligarchi sono stati rimossi dall’elenco; per tutte le altre designazioni è stata decisa una proroga di tre anni, evitando il rinnovo ogni sei mesi.
Le richieste di dialogare con la Russia arrivano dai pacifisti, anche dalla Germania e dai partner esterni. L’incontro tra il ministro degli Esteri tedesco Wadephul e il ministro russo Lavrov non ha però modificato la posizione di Kallas. La Germania, ha ricordato, è tra i maggiori sostenitori dell’Ucraina; Mosca avrebbe cercato, nella sua valutazione, di umiliare il ministro tedesco e deridere l’incontro. Per Kallas occorre aumentare la pressione sulla Russia perché accetti davvero di negoziare: «In questo momento non lo è».
Il lavoro sulla proposta di vietare i visti agli ex combattenti russi prosegue. Una riunione dei consolati europei in Russia ha affrontato il rafforzamento delle regole per il rilascio. Kallas ha richiamato gli attacchi di Lipsia, attribuiti, secondo quanto ha riferito di aver letto sui media, a una persona con un visto turistico italiano. Da questo episodio ha tratto la valutazione che i visti rappresentino una minaccia per i cittadini europei. Dal resoconto della riunione, ha aggiunto, risultava il sostegno italiano a regole più severe.
Il contributo italiano alla difesa e la missione Aspides
Gli incontri di Kallas a Roma hanno riguardato anche il rafforzamento della difesa europea. Nel colloquio con Crosetto, l’alta rappresentante ha ringraziato l’Italia per le risorse destinate alle missioni: un terzo di tutto il personale delle operazioni europee proviene dall’Italia.
L’Italia e la Grecia sono i principali Paesi che forniscono navi ad Aspides, l’operazione europea per scortare le navi commerciali fuori dal Mar Rosso. Kallas e Crosetto hanno chiesto agli altri Stati membri di contribuire. Il Belgio metterà a disposizione una nave, mentre altri due Paesi stanno valutando la partecipazione.
La richiesta era rimasta senza esito lunedì al Consiglio Difesa. Da allora, ha osservato Kallas, tre Paesi sono diventati possibili contributori, con l’impegno belga già annunciato e le altre due valutazioni ancora aperte.
Il confronto con Crosetto ha incluso la prossima strategia europea per la sicurezza e il protocollo di sicurezza d’emergenza, accolto inizialmente con freddezza dai ministri. Kallas ha spiegato che la proposta ha ricevuto un nuovo nome e prevede una piattaforma politica per utilizzare gli strumenti disponibili contro le minacce ibride, anche per prevenirle. La piattaforma dovrebbe consentire di riunire ambasciatori, ministri o leader quando si verifica un evento legato a queste minacce.
Il colloquio con il Papa, l’Africa e la diplomazia europea
La ricerca di una pace giusta e duratura in Ucraina è stata tra i temi affrontati con il Papa. «Sono stata onorata di incontrare il Papa e di discutere con lui così a lungo», ha dichiarato Kallas. La pace, ha spiegato, è una preoccupazione condivisa, insieme alla necessità che i responsabili rispondano delle proprie azioni e che sia fatta giustizia.
Il colloquio con Tajani ha dedicato ampio spazio all’Africa: le tensioni crescenti tra Eritrea ed Etiopia, la Somalia e il Sahel, con un confronto su come impegnarsi maggiormente con questi Paesi. Sono stati discussi anche i Balcani occidentali, la Serbia, la Russia e l’Ucraina, cercando le possibilità di esercitare maggiore pressione su Mosca.
La riforma del Servizio europeo per l’azione esterna, chiesta da Francia e Germania, non preoccupa Kallas per un possibile indebolimento delle sue funzioni. Nella sua valutazione, le proposte dei due Paesi puntano invece a rafforzarle. Tajani le ha consegnato anche un documento con le proposte italiane. «È molto positivo che ne discutiamo, perché tutti vogliono un’Unione europea più forte nel mondo», ha dichiarato.
