La sentenza sul caso Regeni potrebbe non essere l’ultimo capitolo del processo celebrato a Roma. Le difese dei tre 007 egiziani condannati dalla Corte d’Assise sono infatti intenzionate a impugnare la decisione in secondo grado. Il maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif e i colonnelli Uhsam Helmi e Athar Kamel Mohamed sono stati condannati a dieci anni di carcere per sequestro di persona, mentre il generale Tariq Sabir è stato assolto. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni, tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio.
La questione di legittimità costituzionale
Il passaggio in Appello potrebbe riaprire anche il confronto davanti alla Corte costituzionale, dopo le precedenti questioni affrontate durante il procedimento sull’assenza degli imputati e sulle consulenze di parte. I legali dei tre ufficiali egiziani intendono infatti chiedere ai giudici di valutare una questione di legittimità costituzionale legata alle disposizioni introdotte dalla riforma Cartabia.
Al centro della contestazione c’è la norma che impedisce ai difensori degli imputati assenti di presentare ricorso quando non dispongono di una procura speciale sottoscritta direttamente dai loro assistiti. Secondo gli avvocati d’ufficio, questa previsione potrebbe comprimere il diritto alla difesa.
Caso Regeni, l’eventuale appello potrebbe slittare di due anni
La questione costituzionale potrebbe avere conseguenze anche sulla durata complessiva del procedimento. Secondo quanto emerge, infatti, un eventuale processo d’Appello potrebbe non prendere il via prima di due anni. Un intervallo temporale particolarmente rilevante perché potrebbe portare in primo piano anche il problema della prescrizione. Per il reato di sequestro di persona contestato agli imputati, il termine indicato è infatti di dodici anni a partire dai fatti oggetto del procedimento.
La Procura attende le motivazioni
Anche la Procura dovrà attendere il deposito delle motivazioni prima di decidere come procedere. Soltanto dopo aver esaminato le ragioni alla base della sentenza, l’accusa valuterà se presentare a sua volta un eventuale ricorso. La decisione della Corte d’Assise rappresenta quindi un passaggio che potrebbe essere seguito da ulteriori iniziative processuali sia da parte delle difese sia da parte della Procura.
Caso Regeni, le provvisionali per le parti civili
Resta infine da affrontare la questione delle provvisionali stabilite con la sentenza. Tra queste figura anche quella di 150 mila euro riconosciuta alla Presidenza del Consiglio dei ministri, costituita parte civile nel processo. Per ottenere eventualmente il pagamento della somma dalle autorità egiziane sarà ora l’Avvocatura dello Stato a dover presentare una richiesta alle autorità del Cairo. Anche questo passaggio si aggiunge quindi agli sviluppi attesi dopo la decisione della Corte d’Assise di Roma.
