L’eurodeputato al trentennale di Confimprese Italia: “La crescita degli ultimi anni è stata possibile grazie alle risorse europee. L’intelligenza artificiale non deve diventare uno strumento di discriminazione per le piccole e medie imprese”.
“L’Italia deve voltare pagina, perché tutto quello che abbiamo conosciuto dalla fine della Seconda guerra mondiale è in difficoltà”. Così Nicola Zingaretti, intervenendo al trentennale di Confimprese Italia. “L’innovazione spinge, c’è bisogno di grandi investimenti sull’innovazione, su come produrre, su quali prodotti produrre e sulla grande rivoluzione digitale. Il pubblico deve investire per aiutare questa transizione”, ha dichiarato.
Zingaretti ha sottolineato il ruolo delle risorse europee nella crescita economica italiana, sostenendo che “se l’Italia è cresciuta è grazie all’Europa”. “Nei primi quattro anni del governo Meloni, se c’è stata una crescita del Pil è stato solo grazie alle risorse europee. Finite quelle risorse, l’Italia si sta fermando di nuovo”, ha affermato, criticando l’assenza di politiche industriali e gli elevati costi dell’energia.
Sul fronte dell’innovazione digitale, l’eurodeputato ha richiamato l’attenzione sul settore dei data center e sul comparto spaziale, mettendo in guardia dal rischio di dipendenza tecnologica dagli Stati Uniti. “Non va bene che noi uccidiamo i programmi europei dell’Esa, l’Ente spaziale europeo, per andare su Starlink di Musk”, ha dichiarato, evidenziando la necessità di tutelare i dati sensibili del Paese.
Un passaggio centrale del suo intervento è stato dedicato all’intelligenza artificiale e al suo impatto sulle imprese. «Noi non dobbiamo essere contro l’innovazione, ma dobbiamo essere tanti, dobbiamo investire tutti, dobbiamo costruirla, dobbiamo avere le regole che tutelano i diritti delle persone, perché se no l’intelligenza artificiale ti frega», ha detto.
Zingaretti ha quindi chiesto un sostegno pubblico per consentire anche alle piccole e medie imprese di adottare queste tecnologie: «Il governo italiano, europeo, chi vi pare, deve pagare le piccole e le medie imprese e sostenervi per adottare, per i propri business, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale». Il rischio, ha avvertito, è quello di una nuova discriminazione tra grandi aziende, in grado di sostenere i costi degli strumenti digitali, e realtà più piccole che non possono permetterseli.