“È una valutazione da fare insieme, ed è anche un tema europeo che è giusto discutere a livello europeo, perché altrimenti si rischia di creare un disequilibrio sulla competitività del Paese”. Così il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, a margine di un evento a Milano, commentando l’ipotesi di una tassazione degli extraprofitti delle società energetiche. “Il concetto di profitto, extraprofitto e sottoprofitto in economia non ha molto senso”, ha spiegato il ministro, “ma ha senso il fatto che” le società energetiche “possano avere un profitto molto alto dovuto ai prezzi e che, come tale, si possa anche valutare un confronto. Voglio ricordare che con il decreto Energia di febbraio noi abbiamo fatto un intervento sull’Irap, quindi qualcosa è già stato fatto”. Pichetto Fratin ha poi parlato dell’incontro fissato per l’8 ottobre con il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso e con i principali operatori del settore della raffinazione, una riunione convocata per “fare un attimo il punto della situazione”, perché “è successo qualcosa di nuovo negli ultimi tempi: è venuta meno quella globalizzazione che ha portato alla chiusura di 35 raffinerie in ambito europeo e di più di 10 in Italia. Il blocco di Hormuz e la guerra del Golfo”, ha proseguito Pichetto Fratin, “hanno dimostrato che dobbiamo fare i conti con la fornitura quantitativa, quantomeno quella settoriale perché complessivamente non abbiamo problemi di approvvigionamento, mentre potrebbe essere un problema l’approvvigionamento di alcuni settori di produzione come il fuel per gli aerei”. Sempre in tema di approvvigionamento, il ministro ha commentato l’ipotesi che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump possa bloccare le esportazioni di diesel: “Sarebbe un rischio per l’Europa”, ha spiegato il ministro, e non per il nostro Paese, perché “l’Italia ha una buona produzione di gasolio”. Quanto poi all’obiettivo in termini di stoccaggio per l’inverno, “abbiamo superato l’85% e abbiamo una contrattualizzazione oltre il 90%, mentre l’obiettivo dell’Unione europea era superare l’80%”, ha precisato, “quindi sotto questo aspetto quantitativo non c’è assolutamente preoccupazione”.