Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe autorizzato l’Ucraina a produrre gli intercettori Patriot durante l’ultimo incontro con Volodymyr Zelensky a New York, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Lo ha riferito il presidente ucraino in un messaggio vocale ai giornalisti. L’annuncio arriva mentre proseguono gli attacchi russi e si tenta di riaprire un canale negoziale tra Kiev e Mosca.
Le licenze per i missili Patriot e le richieste agli alleati
Secondo Zelensky, Washington consentirà a Kiev di ottenere le licenze per la produzione degli intercettori destinati ai sistemi avanzati di difesa aerea. La decisione sarebbe stata comunicata direttamente da Trump nel corso del colloquio tra i due presidenti.
Il leader ucraino ha riportato queste parole del presidente americano: «Sì, ho preso una decisione definitiva. L’Ucraina otterrà le licenze per la produzione di missili Patriot». È dunque attraverso il messaggio di Zelensky ai giornalisti che è stato riferito il contenuto della risposta di Trump sulla possibilità di avviare la produzione in Ucraina.
La disponibilità degli intercettori è da tempo uno dei punti più delicati della difesa ucraina. Zelensky aveva chiesto agli alleati, nelle scorse settimane, di aumentare le forniture in vista dell’inverno. L’Unione europea ha previsto fondi anche per l’acquisto dei missili PAC-3 destinati ai sistemi Patriot. Il rafforzamento della difesa aerea era inoltre tra le priorità che il presidente ucraino aveva inserito nei colloqui con Washington a New York.
La proposta di un incontro trilaterale negli Emirati
Gli Stati Uniti hanno proposto di preparare un incontro tecnico trilaterale tra Ucraina, Russia e Stati Uniti negli Emirati Arabi Uniti. A riferirlo è stato Zelensky: Kiev attende ora che Washington presenti una proposta sulla data del confronto. Il progetto riguarda quindi un incontro tecnico, nel tentativo di riaprire il canale negoziale tra Kiev e Mosca.
Il Cremlino ha confermato la possibilità del trilaterale, senza indicare dettagli concreti sulla sua organizzazione. Il portavoce Dmitry Peskov ha spiegato che l’ipotesi era già stata discussa durante una telefonata tra Trump e Vladimir Putin. Alla proposta riferita dal presidente ucraino si affianca dunque la conferma russa delle discussioni, ma l’organizzazione dell’appuntamento non ha ancora dettagli concreti.
Gli attacchi sono proseguiti sul terreno: nella notte Kiev e Odessa sono state colpite da nuovi attacchi che hanno provocato vittime. Le forze ucraine hanno a loro volta colpito obiettivi in territorio russo, tra cui una raffineria situata a circa 1.500 chilometri dal confine.
Missili Patriot all’Ucraina, la posizione del Cremlino
Il Cremlino non conferma l’annuncio di Zelensky sulle licenze per produrre in Ucraina i missili destinati ai sistemi di difesa aerea Patriot. Mosca, attraverso il portavoce Dmitry Peskov, fa sapere di seguire con attenzione gli sviluppi e invita alla cautela rispetto alle dichiarazioni del presidente ucraino.
Peskov: “Zelensky recentemente dice molte cose”
A Peskov è stato chiesto di commentare quanto riferito da Zelensky dopo il suo ultimo incontro con Donald Trump. Il presidente ucraino aveva affermato che il leader americano gli avrebbe comunicato la decisione definitiva di consentire a Kiev di ottenere le licenze necessarie per la produzione dei missili Patriot. “Zelensky recentemente sta dicendo molte cose”, ha risposto il portavoce del Cremlino, secondo quanto riportato dall’agenzia Tass.
La Russia monitora le forniture militari
Peskov ha comunque sottolineato che Mosca segue da vicino tutto ciò che riguarda il sostegno militare all’Ucraina. La Russia, ha spiegato, sta osservando “molto da vicino” quali Paesi forniscono determinate licenze e quali armi vengono messe a disposizione di Kiev, tenendo conto di tutti questi elementi. La dichiarazione lascia quindi aperta la questione sulla concreta attuazione dell’intesa annunciata da Zelensky e conferma l’attenzione russa verso eventuali nuovi sviluppi nella produzione di armamenti in Ucraina.
