Il Manchester City è stato giudicato colpevole per tutti i capi d’accusa tranne uno dei 115 mossi dalla Premier League nel febbraio 2023. Lo hanno riferito persone informate sul procedimento, rimaste anonime perché non autorizzate a parlarne pubblicamente. Le sanzioni non sono ancora state decise, tutte le possibilità restano aperte e il club dovrebbe presentare ricorso. La società, che ha sempre respinto le accuse, sostiene che il procedimento sia ancora in corso e che debbano essere completati passaggi significativi.
L’indagine sui conti e il precedente con l’Uefa
Le contestazioni sono arrivate dopo un’indagine durata quattro anni sulle presunte violazioni commesse fra il 2009 e il 2018. Il caso è stato affidato a una commissione indipendente. Gli accertamenti erano iniziati dopo la pubblicazione, nel novembre 2018, di documenti finanziari riservati del City da parte del giornale tedesco Der Spiegel.
La Premier League aveva accusato il club di non aver fornito informazioni finanziarie accurate e dettagli sui pagamenti a giocatori e allenatori, oltre che di aver violato il fair play finanziario dell’Uefa e le regole della lega sulla redditività e sostenibilità. Nel febbraio 2023 il City si era detto «sorpreso» dalle accuse. Il comunicato affermava che il club «accoglie con favore l’esame della questione da parte di una commissione indipendente, affinché valuti in modo imparziale l’ampio insieme di prove inconfutabili a sostegno della sua posizione».
L’Uefa, l’organismo che governa il calcio europeo, aveva imposto nel febbraio 2020 un’esclusione di due anni dalle proprie competizioni e una multa di 30 milioni di euro, pari a 26,8 milioni di sterline e 32,2 milioni di dollari, dopo le rivelazioni di Der Spiegel.
Il Tribunale arbitrale dello sport aveva annullato quei provvedimenti cinque mesi dopo: le presunte violazioni finanziarie non erano state dimostrate oppure risultavano prescritte secondo i termini previsti dalle regole Uefa. Il City era però stato giudicato colpevole di mancata collaborazione, per non aver fornito una quantità sostanziale di prove. Il tribunale aveva definito la violazione «grave» e da «censurare severamente», imponendo una multa di 8,8 milioni di sterline.
La posizione del club e le risposte della Premier League
Un portavoce del City ha dichiarato a The Athletic: «Il procedimento della Premier League è ancora in corso, con passaggi significativi da completare, ed è soggetto a rigorosa riservatezza. Pertanto, la posizione del Manchester City FC resta coerente con il comunicato del club del febbraio 2023».
Il portavoce ha aggiunto: «Il club ha scrupolosamente rispettato il giusto procedimento per otto anni, sul presupposto che il consiglio di amministrazione e i vertici esecutivi della Premier League si comportassero come un’autorità di regolazione indipendente, imparziale ed equa, libera da influenze di parte».
La lega e il suo amministratore delegato, Richard Masters, sono stati ripetutamente sollecitati sul caso da quando sono state formulate le accuse, oltre tre anni fa. Masters ha riconosciuto il mese scorso che il procedimento aveva «richiesto più tempo del previsto», insistendo però che l’«unica strada disponibile» fosse «lasciare che il procedimento faccia il suo corso». Nel gennaio 2024, durante un’audizione davanti a una commissione parlamentare del Regno Unito, aveva confermato che era stata fissata una data per l’udienza, senza rivelarla.
Il presidente del City, Khaldoon Al Mubarak, aveva chiesto nel giugno 2024 un «approccio più equilibrato» alle regole finanziarie: «Penso che la Premier League sia arrivata dov’è oggi essendo il campionato più competitivo. Quindi spero che ci sia un po’ più di buon senso nella regolamentazione».
Il club ha avuto anche un contenzioso pluriennale con la lega sulle regole per le operazioni con parti correlate, concluso con un accordo nel settembre 2025.
Manchester City, i trofei e il passaggio da Guardiola a Maresca
Il Manchester City ha vinto otto Premier League, quattro FA Cup, sette Coppe di Lega e una Champions League sotto la proprietà dello sceicco Mansour, il cui Abu Dhabi United Group ha acquistato la società nel 2008. Sei di questi trofei sono arrivati dopo la formulazione delle accuse.
Nel periodo delle presunte violazioni il City ha conquistato tre campionati, due FA Cup, quattro Coppe di Lega e il Community Shield. La scorsa stagione si è chiusa con la vittoria delle due coppe nazionali nell’ultima annata di Pep Guardiola in panchina, ma il club non è riuscito a superare l’Arsenal nella corsa alla Premier League.
Guardiola aveva firmato nel novembre 2024 un prolungamento del contratto fino al giugno 2027, dichiarando che sarebbe rimasto anche in caso di retrocessione come conseguenza delle sanzioni legate alle accuse. A maggio ha però annunciato l’addio dopo dieci anni alla guida della squadra. Il suo posto è stato preso da Enzo Maresca.
Con Maresca, il City ha iniziato la stagione 2026-27 con cinque vittorie in cinque partite ed è primo in classifica. Durante il mercato estivo il club ha speso 450 milioni di sterline. Fra gli acquisti figura il centrocampista Enzo Fernandez, arrivato dal Chelsea per 125 milioni di sterline: una cifra che eguaglia il primato britannico per un trasferimento.
Le possibili sanzioni, dalle multe all’esclusione
Le punizioni previste dalla regola W.51 del regolamento della Premier League vanno dal richiamo alle multe, fino alla penalizzazione in classifica e all’espulsione dal campionato. La commissione dispone dunque di diverse opzioni, ma non ha ancora stabilito quali applicare al City.
Un’eventuale sottrazione di punti potrebbe avere effetto al momento della decisione oppure essere applicata retroattivamente, aprendo la possibilità della revoca di titoli. Non si tratta, al momento, di una sanzione già decisa.
James Hill, direttore legale di Onside Law specializzato nella regolamentazione sportiva, aveva dichiarato a The Athletic nel 2023: «Mi aspetterei che, se ci fosse una penalizzazione in punti, venisse applicata per il futuro».
Hill aveva aggiunto: «In generale, alle commissioni non piace decidere i titoli attraverso un procedimento giudiziario. Farlo in quel modo non infligge una punizione realmente tangibile al club».
La regola W.51.7 consente alla commissione di combinare più punizioni fra quelle elencate nel regolamento oppure di imporne altre ritenute appropriate. Qualunque sanzione dovrà però essere proporzionata alle violazioni contestate: in caso contrario, potrebbe essere annullata in appello.
