Francesca Pascale interviene sulle dichiarazioni di Antonio Tajani sulle donne e spiega di non essersi sentita offesa, ma “avvilita” da un ragionamento che, a suo avviso, rivela una concezione ancora legata a un modello generazionale superato. “Per me sono inutili le scuse di Tajani, perché io non mi sono sentita offesa, afferma Pascale, mi sono sentita avvilita rispetto a un ragionamento compiuto, quindi qualcosa in cui lui crede fortemente”. Pascale critica l’idea che le donne debbano essere giudicate o rassicurare sulla propria credibilità attraverso l’abbigliamento: “Io voglio essere libera esattamente come gli uomini”. Richiamando anche gli errori commessi in passato da Silvio Berlusconi, sottolinea che “la politica con il linguaggio determina, fa cultura” e che “dagli errori si può imparare”. Secondo Pascale, il tema non riguarda tanto gli schieramenti politici quanto una questione generazionale: “Più che il partito, credo sia l’età”. “La politica, invece che pareggiarsi con i linguaggi dell’attualità, sta ancora indietro”, conclude.