Alibaba ha presentato martedì alla sua conferenza annuale di punta a Hangzhou un nuovo processore per l’intelligenza artificiale, a pochi giorni dall’incontro tra i leader di Cina e Stati Uniti. Il Zhenwu V900 può offrire prestazioni tre volte superiori rispetto alla generazione precedente, lo Zhenwu M890, secondo l’amministratore delegato Eddie Wu, che lo ha definito il “processore per l’IA più potente in Cina oggi”. Questi componenti servono ad addestrare i modelli più avanzati e a eseguire l’inferenza, ossia i calcoli necessari per rispondere agli utenti. I processori Zhenwu sono impiegati nei centri dati del gruppo, al servizio dell’azienda e dei clienti dei suoi servizi informatici a distanza.
Alibaba prevede inoltre di addestrare un modello con 5.000-10.000 miliardi di parametri, una misura della capacità di apprendimento. Il suo attuale Qwen3.8-Max, il più potente della serie Qwen, ne conta 2.400 miliardi.
L’espansione dei centri dati e i limiti delle forniture
La domanda di potenza di calcolo per l’intelligenza artificiale cresce “esponenzialmente”, secondo Alibaba, che intende ampliare i centri dati destinati ai propri servizi informatici a distanza. Il gruppo prevede di disporre di una capacità superiore a 20 gigawatt entro il 2032. Per confronto, SpaceX disponeva a metà di quest’anno di circa 1,4 gigawatt di capacità di calcolo per l’IA e punta a superare i 10 gigawatt nel 2027.
L’espansione deve però fare i conti con le carenze globali nella catena di approvvigionamento dei centri dati. Queste difficoltà “stanno attualmente limitando la velocità con cui possiamo ampliare la nostra infrastruttura di calcolo” per l’IA, ha spiegato Wu. Alibaba sta “mobilitando ogni risorsa” per soddisfare la domanda dei clienti.
Nel suo intervento, l’amministratore delegato ha paragonato la crescita dell’intelligenza artificiale alla rivoluzione industriale, prevedendo che la capacità delle macchine supererà rapidamente quella del pensiero umano. Pur precisando che “l’intelligenza delle macchine oggi non sostituisce l’intelligenza umana”, Wu ha previsto che le macchine potranno arrivare a produrre oltre 1.000 volte il “pensiero” dell’intera umanità, rispetto a una quota attuale inferiore al 3%.
La competizione tecnologica prima dell’incontro a Washington
Il leader cinese Xi Jinping è atteso mercoledì a Washington per una visita di Stato e un incontro con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. L’intelligenza artificiale, il commercio e i dazi dovrebbero essere tra gli argomenti dei colloqui. Alcuni analisti ritengono che i recenti progressi cinesi nell’IA rafforzino la posizione di Pechino nei negoziati.
La Cina sta intensificando la ricerca dell’autosufficienza tecnologica nonostante le restrizioni alle esportazioni guidate dagli Stati Uniti, che le hanno impedito l’accesso ad alcune delle tecnologie più avanzate, compresi i processori per l’IA e i macchinari per fabbricarli. I modelli cinesi aperti, spesso meno costosi di quelli chiusi più avanzati dei principali laboratori statunitensi, stanno guadagnando terreno anche all’estero, Stati Uniti inclusi.
Moonshot sostiene che il suo Kimi K3, pubblicato a luglio, sia il più grande modello aperto al mondo, con 2.800 miliardi di parametri. Tra i dirigenti statunitensi del settore, l’amministratore delegato di Anthropic Dario Amodei ha invece avvertito che lo sviluppo cinese dell’IA costituisce una minaccia per gli Stati Uniti, chiedendo un rallentamento generale nello sviluppo della tecnologia.
Anche Huawei ha presentato la settimana scorsa nuove tecnologie per i processori, con l’obiettivo di sfidare i leader mondiali del settore, tra cui Nvidia.
