Karim – nome di fantasia con cui è stato identificato dalla stampa – è tornato nella scuola media Giovanni Verga di Centocelle, a Roma, tre giorni dopo aver fermato il compagno che aveva accoltellato la professoressa Isabella Marsilio. Ad accoglierlo, lunedì 21 settembre, c’erano la preside, gli insegnanti e gli studenti dell’istituto, rientrati in classe dopo l’aggressione di venerdì.
“È stato un abbraccio di comunità, pieno di gratitudine. Lo hanno ringraziato per aver evitato una strage, poteva andare molto peggio”, ha raccontato l’assessora alla Scuola del V Municipio, Cecilia Fannunza. Nel corso della mattinata, la classe ha partecipato anche a un momento di confronto con i docenti e gli psicologi dello sportello scolastico per elaborare quanto accaduto.
Karim, come ha fermato il compagno che aveva accoltellato la prof
L’aggressione è avvenuta la mattina del 18 settembre. Secondo quanto ricostruito, un alunno di 13 anni è entrato in classe con un casco sul quale aveva montato un cellulare, uno spray urticante e dei coltelli. Dopo aver spruzzato lo spray al peperoncino contro la docente, l’ha raggiunta con tre fendenti.
Karim, originario del Congo e ospite di una casa famiglia della zona, si trovava in fondo all’aula. Mentre gli altri studenti cercavano di allontanarsi, il 14enne si è avvicinato al compagno armato, gli ha bloccato il polso, gli ha tolto il coltello ed è riuscito a immobilizzarlo. Un intervento che ha fermato l’aggressione prima che potesse proseguire.
Isabella Marsilio, 66 anni, è stata trasportata all’ospedale Vannini e successivamente dimessa. Gli accertamenti hanno escluso lesioni agli organi interni. Nelle ore successive aveva raccontato di aver avuto paura di morire durante l’aggressione.
La prof e la remigrazione: “Le mie idee non cambiano”
La storia di Karim ha riportato al centro dell’attenzione anche le posizioni sull’immigrazione espresse sui social dalla stessa Marsilio. Sul profilo della docente comparivano infatti diversi contenuti a favore della cosiddetta remigrazione e riconducibili a posizioni di ultradestra.
Intervistata da Repubblica dopo l’aggressione, alla domanda se provasse disagio per essere stata salvata proprio da uno studente originario del Congo, Marsilio ha risposto: “Non c’è nulla di incongruente, a mio parere, tra un’idea che esprimo sui social e applaudire un ragazzino che mi ha salvata. Le mie idee, però, non cambiano”.
Alla domanda se continuasse quindi a pensarla allo stesso modo sulla remigrazione, la docente ha risposto: “Certo. Il mio studente del Congo ha tutti i diritti per stare qui e gli dovrebbero dare una medaglia. Diverso è per chi viene in Italia e commette reati”.
Repubblica le ha poi chiesto cosa sarebbe successo se a salvarla fosse stato un ragazzo irregolare. La risposta è stata: “Non sarebbe stato un mio alunno, proprio perché irregolare”.
Prof accoltellata a Centocelle, cosa sappiamo sulle indagini
Il 13enne accusato dell’aggressione resta ricoverato nel reparto di Neuropsichiatria infantile del Policlinico Umberto I. Gli investigatori stanno analizzando i suoi dispositivi elettronici e i contatti avuti online prima dell’attacco. Gli accertamenti servono anche a ricostruire chi fosse collegato a una chat Telegram durante l’aggressione. I genitori del ragazzo hanno inviato alla professoressa una mail di scuse. Avendo meno di 14 anni, il giovane non è penalmente imputabile, anche se potranno essere valutate misure di carattere rieducativo.
Per Karim, invece, è arrivato l’invito del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che ha annunciato di volerlo ricevere al ministero per riconoscere pubblicamente il coraggio dimostrato quella mattina.
