La Banca Monte dei Paschi di Siena (Mps), ha depositato alla Consob, l’autorità che vigila sui mercati finanziari italiani, i documenti relativi alle due offerte pubbliche di scambio lanciate su Banco Bpm e Banca Generali. Un nuovo passaggio nel risiko bancario che negli ultimi mesi ha ridisegnato gli equilibri della finanza italiana e che vede la stessa Mps al centro di un’offerta di Intesa Sanpaolo.
Mps, cosa prevedono le due offerte su Banco Bpm e Banca Generali
Nel caso di Banco Bpm, per ogni azione portata in adesione Mps offrirà 1,567 proprie azioni ordinarie di nuova emissione. Per Banca Generali, invece, il rapporto di cambio è stato fissato a 6,958 azioni Mps per ogni titolo consegnato dagli azionisti.
Si tratta in entrambi i casi di offerte pubbliche di scambio (Ops). Significa che Mps non intende acquistare le azioni delle due società pagando in denaro: propone invece ai loro azionisti di consegnare i propri titoli e ricevere in cambio nuove azioni della banca senese.
Le due operazioni, annunciate ad agosto, hanno un valore complessivo di circa 34 miliardi di euro: circa 25,3 miliardi per Banco Bpm e 8,7 miliardi per Banca Generali. Nel secondo caso Mps ha previsto anche un premio del 10% rispetto al valore preso come riferimento al momento dell’annuncio.
Perché Monte dei Paschi punta su Banco Bpm e Banca Generali
Per capire la doppia offerta bisogna guardare al risiko bancario italiano. Mps è infatti a sua volta oggetto di un’offerta di acquisizione lanciata da Intesa Sanpaolo. Le Ops su Banco Bpm e Banca Generali rappresentano quindi anche una risposta al progetto di Intesa e puntano a offrire agli azionisti del Monte un’alternativa industriale che mantenga Mps autonoma.
Il progetto dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio è quello di costruire un gruppo finanziario più grande attorno a la Banca Monte dei Paschi di Siena, che ha già acquisito Mediobanca. Banco Bpm permetterebbe di rafforzare soprattutto la banca commerciale, mentre Banca Generali, specializzata nella gestione dei patrimoni e degli investimenti, allargherebbe ulteriormente le attività nel risparmio gestito. L’operazione si intreccia inoltre con Generali, di cui Mps detiene indirettamente una partecipazione rilevante attraverso Mediobanca.
Risiko bancario, non è ancora concluso
Le acquisizioni, però, sono ancora lontane dall’essere concluse. Le due offerte devono ottenere le autorizzazioni necessarie e saranno sottoposte all’assemblea degli azionisti Mps del 29 ottobre. Per partire dovranno essere approvate dai due terzi dei soci presenti. Mps ha inoltre fissato per entrambe una soglia minima di adesione del 50% del capitale più un’azione. Se arriveranno i via libera, le Ops dovrebbero partire nella prima metà di dicembre.
