“Credo che chiunque abbia a cuore la libertà di espressione, la libertà di stampa, la libertà accademica, la libertà di parlare senza avere dei ricatti, non possa sostenere questo provvedimento. Se c’è un problema antisemitismo allora affrontiamolo seriamente, perché l’antisemitismo è una piaga sociale, ma allora usiamo una accortezza speciale, usiamo allora la dichiarazione di Gerusalemme ad esempio, anche se noi abbiamo la legge Mancino, legge Mancino che ci fornisce tutti gli strumenti necessari, ma questa definizione dell’IHRA invece è un modo per mettere a tacere le voci che criticano anche aspramente il governo israeliano per quello che ha fatto a Gaza, cioè un genocidio, e per quello che sta facendo in Cisgiordania, una terra che viene annessa illegalmente, dove le colonie si moltiplicano. Allora non si può per paura di essere definiti poi antisemiti, tacere rispetto a questa libertà. Questo è un effetto in inglese che si dice chilling, raffreddante, raggelante, fatto apposta per inibire la libertà di pensiero e di espressione. E questo non c’è nulla a che vedere con l’antisemitismo. Se ci fosse la definizione di Gerusalemme io penso che non ci sarebbero ostacoli a discutere e votare favorevolmente una legge ben articolata che si crea sulla base della dichiarazione di Gerusalemme. Ma qui parliamo della dichiarazione dell’IHRA e la dichiarazione dell’IHRA è un’altra cosa.” Ha dichiarato Laura Boldrini, deputata PD. Presente anche lei al presidio contro il Ddl antisemitismo.