Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra hanno chiesto il 9 settembre 2026 di portare rapidamente in Commissione Esteri alla Camera la proposta di legge che punta a vietare l’importazione e la pubblicità in Italia di beni e servizi provenienti dagli insediamenti israeliani nel territorio palestinese occupato, presentato nei mesi scorsi ma il cui esame parlamentare non è ancora cominciato.
La proposta rappresenta uno dei terreni sui quali le principali forze di opposizione stanno cercando di costruire una posizione comune sulla guerra a Gaza e sulla situazione nei territori palestinesi.
Insediamenti israeliani, la proposta di legge sullo stop alle importazioni
Il testo è stato presentato alla Camera il 4 maggio 2026, con primo firmatario Angelo Bonelli, ed è sottoscritto anche da Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Chiara Braga, Riccardo Ricciardi e Luana Zanella. Il titolo della proposta di legge, la C.2916, indica come obiettivo il “divieto di importazione e di pubblicità di beni e servizi provenienti da insediamenti israeliani nel territorio palestinese occupato”
Il provvedimento era stato annunciato alla Camera il 5 maggio e successivamente assegnato il 28 luglio 2026. Secondo la scheda ufficiale dell’iter parlamentare, tuttavia, l’esame non è ancora iniziato. È proprio su questo punto che interviene ora la richiesta dei tre partiti di opposizione, che chiedono alla Commissione Esteri di procedere “senza ulteriori rinvii” alla calendarizzazione.
Il campo largo chiede di accellerare l’esame alla Camera
Per Pd, M5S e Avs, la proposta costituisce anche un’iniziativa politica comune del cosiddetto campo largo, il progetto politico con cui le principali forze di opposizione stanno cercando di costruire un’alleanza in vista delle prossime elezioni politiche. Al momento del deposito, Bonelli, Conte, Schlein e Fratoianni avevano presentato il provvedimento come uno strumento per impedire che i rapporti economici italiani contribuissero al consolidamento degli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati.
La richiesta arrivata il 9 settembre, però, non significa che l’iter della legge partirà. I capigruppo hanno chiesto che il provvedimento venga inserito nei lavori della Commissione Esteri: perché questo accada sarà necessario che ne venga effettivamente disposta la calendarizzazione.
Soltanto da quel momento potrà iniziare l’esame vero e proprio del testo, con l’eventuale discussione e modifica della proposta prima di un possibile passaggio in Aula. Per ora, dunque, quella delle opposizioni resta una richiesta politica per sbloccare un provvedimento depositato da oltre quattro mesi.
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