Cinque persone sono morte nell’incidente che ha coinvolto un aereo cargo collegato ad Amazon all’aeroporto internazionale di Miami. Le vittime sono state identificate l’8 settembre 2026, mentre altre due persone restano ricoverate in gravi condizioni dopo che il Boeing 767 ha oltrepassato la pista durante l’atterraggio, travolgendo diversi veicoli.
Chi erano le vittime dell’incidente del cargo Amazon
La sceriffa della contea di Miami-Dade, Rosie Cordero-Stutz, ha reso noti i nomi delle persone decedute: Rolando Aleman Leon, Yoel Rodriguez Narajo, Julio C. Pineda, Carlos Acosta Fajardo e Javierkys Reyes Quevedo. Due uomini, di 79 e 32 anni, rimangono invece in condizioni critiche. Le cinque vittime e i due feriti si trovavano su un Ford Econoline appartenente alla Professional Ocean Service Corporation, società che si occupa della pulizia degli aeromobili.
Il furgone è stato investito dal Boeing dopo che il velivolo aveva superato la fine della pista 30. Secondo la presidente del National Transportation Safety Board, Jennifer Homendy, l’aereo ha prima colpito alcuni apparati di navigazione, poi il furgone, quindi ha sfondato la recinzione perimetrale e urtato una Toyota Corolla che stava transitando sulla Northwest 67th Avenue.
Il velivolo era un Boeing 767-33A di 32 anni, operato dalla compagnia cargo 21 Air per conto di Amazon. Quello diretto a Miami era il suo terzo volo della giornata, dopo aver effettuato le tratte Cincinnati-Miami e Miami-San Juan.
Cosa stanno verificando gli investigatori
L’NTSB, l’agenzia statutiense che si occupa degli incidenti dei trasporti civili, ha aperto un’indagine, ma al momento non ha individuato una causa dell’incidente. Gli investigatori hanno già recuperato il registratore dei dati di volo e stanno raccogliendo le prove presenti sulla scena.
Le verifiche riguarderanno l’esperienza dell’equipaggio, le procedure di 21 Air, il rapporto contrattuale con Amazon, i dati radar, le condizioni del velivolo e il meteo durante l’atterraggio.
Uno degli elementi principali riguarda però il punto in cui l’aereo ha toccato la pista. Alcuni video pubblicati sui social mostrano infatti il Boeing arrivare apparentemente a velocità sostenuta e rimanere in volo per una parte considerevole della pista prima di poggiare completamente il carrello.
Normalmente la zona prevista per il contatto con il suolo si trova entro i primi 3.000 piedi, circa 914 metri, della pista. Secondo l’esperto di sicurezza aerea Steve Arroyo, se l’aereo supera significativamente questa zona senza essere atterrato dovrebbe normalmente interrompere la manovra ed effettuare una riattaccata.
Il NTSB valuterà inoltre l’assenza, alla fine della pista, di un sistema EMAS, costituito da materiali frangibili progettati per rallentare gli aerei che superano la pista.
