Dopo settimane di sollecitazioni, arriva una convocazione per avviare concretamente il percorso di rientro dei tre bambini della cosiddetta “famiglia nel bosco” dai genitori. A comunicarlo è l’avvocato Simone Pillon, legale di fiducia della coppia, che nei giorni scorsi aveva denunciato l’inerzia dei servizi sociali dell’Alto Vastese. Nel frattempo, l’assistente sociale che ha seguito finora il caso è stata sottoposta a un procedimento disciplinare.
Domani il confronto con la nuova assistente sociale
Pillon ha spiegato che la famiglia ha finalmente ricevuto, dopo numerosi solleciti, la convocazione da parte di una nuova assistente sociale. L’incontro è previsto per domani e avrà l’obiettivo di definire le modalità del graduale ritorno dei minori a casa, secondo quanto stabilito dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila.
“Finalmente abbiamo ricevuto la convocazione”, ha riferito il legale, precisando che il colloquio servirà proprio a concordare l’attuazione del percorso indicato dai giudici.
Il rientro dei tre bambini sarà graduale
La decisione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, arrivata la scorsa settimana, prevede un rientro progressivo dei tre bambini nella famiglia. Per il momento i minori rimarranno nella struttura protetta di Vasto, in provincia di Chieti, dove sono stati collocati il 20 novembre 2025.
Il primo passaggio verso il ritorno a Palmoli è previsto per il prossimo ottobre. In quella fase, tuttavia, i bambini potranno trascorrere con i genitori soltanto i fine settimana, nell’ambito di un percorso destinato a svilupparsi gradualmente.
Il procedimento disciplinare per l’assistente sociale
Parallelamente al percorso di ricongiungimento, l’assistente sociale che ha seguito il caso, Veruska D’Angelo, è al centro di un procedimento disciplinare per la presunta violazione di sei articoli del codice deontologico della professione.
Secondo quanto riportato nell’edizione odierna del quotidiano Il Centro, il procedimento è stato avviato dal collegio territoriale di disciplina dell’Ordine degli assistenti sociali della Regione Abruzzo, dopo la presentazione di due segnalazioni.
Le due segnalazioni all’Ordine
La prima segnalazione è stata presentata dalla presidente dell’Ordine, Francesca D’Atri, con l’obiettivo di verificare il corretto esercizio della professione da parte di D’Angelo, anche alla luce di alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa.
La seconda è invece contenuta in un esposto presentato dagli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, che fino a maggio erano i legali rappresentanti di Catherine e Nathan. Nell’esposto, secondo quanto riferito dal Centro, l’assistente sociale viene descritta come “ostile” e accusata di non aver svolto il proprio incarico con l’imparzialità richiesta dal ruolo.
Le presunte violazioni del codice deontologico
Tra gli aspetti che dovranno essere esaminati dal consiglio di disciplina ci sono i principi generali della professione. In particolare, viene richiamata la norma secondo cui l’assistente sociale non deve formulare giudizi di valore sulla persona in relazione alle sue caratteristiche o ai suoi orientamenti e non deve imporre il proprio sistema di valori.
Un’altra disposizione sulla quale saranno effettuate verifiche riguarda invece i rapporti con i mezzi di informazione. Il codice stabilisce che l’assistente sociale, oltre ad agire secondo criteri di equilibrio e misura, debba rispettare riservatezza e segreto professionale nei rapporti con la stampa.
I bambini ancora nella struttura di Vasto
I tre figli della coppia, la maggiore di 9 anni e i due gemelli di 7 anni, si trovano ancora nella “casa famiglia” di Vasto. Il loro collocamento nella struttura era stato disposto dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila il 20 novembre 2025, dopo la sospensione della responsabilità genitoriale nei confronti di Catherine e Nathan e il conseguente allontanamento dei bambini dal casolare di Palmoli, in provincia di Chieti.
La permanenza nella struttura rappresenta inoltre un costo sostenuto dal Comune di Palmoli, piccolo centro di circa 800 abitanti: l’amministrazione spende infatti circa 7mila euro al mese per garantire l’accoglienza dei tre minori.
Il nuovo incontro con l’assistente sociale rappresenta ora un passaggio importante nell’attuazione del percorso stabilito dai giudici, mentre sul piano professionale prosegue l’esame della posizione di Veruska D’Angelo da parte dell’Ordine degli assistenti sociali.
