Roma, 5 settembre 2026. Un corteo antifascista attraversa la capitale nel nome di Renato Biagetti, ucciso vent’anni fa in un’aggressione di matrice neofascista. Migliaia di persone si sono ritrovate per ricordarlo e per rilanciare una mobilitazione che mette al centro antifascismo, diritti sociali e difesa degli spazi della città. Presente come ospite all’evento Remoize 2026, a conclusione del corteo, anche Zerocalcare: “Noi abbiamo sempre pensato che ricordare la morte di Renato e la vita di Renato fosse molto importante, anche perché Renato, al di là di quello del suicidio, è un lavoro di informazione che è stato fatto dalla politica e dai media all’indomani della morte: cercavano di negare questo, negando la matrice politica e le modalità dell’assassinio. È stata una battaglia che ha coinvolto un grosso pezzo di questa città, quella di cercare di ristabilire la verità. Quello che veniva raccontato ai tempi è che, nonostante il tentativo di dire che alcune cose erano passate, che ormai era il momento di una pacificazione, in realtà i fascisti continuavano ad uccidere ancora. Una serie di idee continuavano a circolare. Forse quelle idee che all’epoca erano dei fascisti per strada, oggi stanno nei palazzi del potere. Oggi sono state sdoganate, stanno nei palazzi delle istituzioni e sembrano cose normali, cose che prima continuamente stavano in bocca a gente con svastiche e coltelli, oggi stanno in bocca ai palazzi delle istituzioni.” “Sono più pericolosi?” “Ora fanno leggi e non sono più controparte per strada.” Ha concluso.