Mario Monti ha accusato Roberto Vannacci di tentare una ricostruzione della retorica fascista durante il dialogo conclusivo al forum Teha di Cernobbio. Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, è stato al centro del confronto che l’ex presidente del Consiglio ha chiuso con una forte presa di posizione.
Il confronto e le affermazioni di Monti
Monti ha detto che “Oramai sono vecchio, ma combatterò fino all’ultima mia energia il suo tentativo di ricostruzione della retorica del fascismo” e ha collegato quella accusa a una critica più ampia nei confronti dei movimenti nazionalisti. Nel dibattito con il numero uno di Futuro Nazionale l’ex premier ha aggiunto che “È mia convinzione che populisti e nazionalisti nella maggior parte dei casi vanno contro l’interesse del popolo e della nazione che pensano di difendere”.
Monti ha inoltre richiamato il suo attaccamento al Paese: «Amo molto l’Italia – spiega il professore – e ho cercato di farlo al meglio, facendo anche sacrifici personali come quando chiesi al Paese di fare sacrifici, ma come Camus ‘amo troppo il mio Paese per essere nazionalista’». In questo passaggio Monti ha distinto l’amore per l’Italia dalla celebrazione di una superiorità nazionale, sottolineando una linea di principio che ha guidato il suo intervento al forum.
Riferimenti storici e avvertimenti
Nel corso dell’intervento Monti ha richiamato fatti e periodi storici per spiegare la sua preoccupazione: «le cose da lei non ricordate successe tra il 1950 e il 1992, che hanno proteso la fine della guerra tra gli stati dell’Unione europea, sono avvenute perché i nazionalismi hanno per un momento declinato il capo». Ha ricordato poi il suo ingresso al Parlamento europeo nel gennaio del 1995 e, citando l’ultimo messaggio di Mitterrand, ha riportato che «le nationalisme c’est la guerre», ovvero che “il nazionalismo è la guerra”.
Monti ha chiarito di non vedere in Vannacci la riedizione di un partito fascista organizzato, ma ha sostenuto che «un aspetto del fascismo, il più insidioso, è già in atto» e ha denunciato “la ricostruzione della narrativa, della retorica dello spirito del fascismo” con richiami a presunti sentimenti di superiorità nazionale. Ha descritto anche il rischio di una deriva psicologica: «Ho il terrore – conclude – di una ricostruzione psicologica di una ‘italietta’ e del fatto che siccome non riusciamo con i governi attuali a dare più crescita ai nostri cittadini… allora la popolazione dovrà essere soddisfatta dando corda alla sua identità». Con questa frase Monti ha chiuso il suo intervento al forum, riportando un monito sui rischi del nazionalismo.
