Alla Mostra del Cinema di Venezia, Barbara Ronchi porta Scarpe rotte, il nuovo film di Roberta Torre sulla Seconda guerra mondiale, e si confronta con un personaggio che comunica soprattutto attraverso ciò che sceglie di non dire.
“Recitando l’opposto: trattenere il dolore e mascherarlo con la gioia”, racconta l’attrice parlando di Clara, una donna che affida alle scarpe e ai piccoli gesti quotidiani ciò che non riesce – o non vuole – esprimere a parole.
Un lavoro di sottrazione che, secondo Ronchi, rende ancora più potente ciò che emerge: “Il dolore lo senti perché ogni tanto esce e non riesce a non uscire”.
E Scarpe rotte non è soltanto un film sulla memoria. È anche una domanda rivolta al presente: “Ci chiede da che parte della storia vogliamo stare”.
A Venezia, Ronchi è inoltre tra i giurati della sezione Orizzonti. (di Gennaro Bianco)