È polemica ad Agrigento sulla concessione di uno spazio pubblico per lo spettacolo di Sigfrido Ranucci in programma questa sera. A contestare l’opportunità dell’iniziativa è Fratelli d’Italia, che chiede di rivalutare la decisione relativa al Teatro dell’Efebo, struttura del Libero consorzio di Agrigento. Al centro della presa di posizione ci sono alcune dichiarazioni pronunciate nei giorni scorsi dal giornalista sulla possibilità di andare a cena con Totò Riina per motivi professionali.
La posizione di Fratelli d’Italia sulle parole di Ranucci
Adriano Barba, presidente provinciale di Fratelli d’Italia, ha manifestato “forte perplessità e contrarietà” rispetto alla concessione del teatro. Secondo l’esponente del partito, le parole di Ranucci sarebbero state “inopportune, infelici e profondamente irrispettose della sensibilità di una terra che ha pagato un prezzo altissimo alla violenza mafiosa”.
Barba precisa tuttavia che la contestazione non riguarda la libertà di espressione del giornalista. La questione, sostiene il presidente provinciale di FdI, riguarda invece l’opportunità di mettere a disposizione uno spazio appartenente alla collettività per ospitare lo spettacolo.
Il riferimento alle vittime di Cosa nostra
Nel motivare la propria posizione, Barba richiama il legame tra Agrigento e la storia della lotta alla mafia. Il Giardino Botanico, secondo quanto sottolineato dall’esponente di FdI, appartiene a cittadini che “hanno conosciuto sulla propria pelle il dolore che Totò Riina e Cosa nostra hanno provocato”.
Il riferimento è anche alla figura del giudice Rosario Livatino, originario del territorio e ucciso dalla mafia nel 1990, oggi riconosciuto come beato dalla Chiesa cattolica. Per Barba, dunque, il contesto nel quale si inserisce l’iniziativa rende particolarmente delicata la valutazione sulla concessione degli spazi pubblici.
“Le istituzioni non fanno censura”
Da qui la richiesta di riconsiderare la concessione del Teatro dell’Efebo per l’appuntamento con Ranucci. Barba sostiene che una simile valutazione non debba essere interpretata come un tentativo di limitare la libertà di espressione.
“Le istituzioni non esercitano censura quando valutano l’opportunità di concedere i propri spazi: esercitano una responsabilità politica e amministrativa nei confronti della comunità che rappresentano”, afferma in conclusione il presidente provinciale di Fratelli d’Italia.
Per approfondire: Ranucci non condurrà più Report: Presutti e Piervincenzi i successori. Gli inviati: “Decisione irricevibile”
