Mentre cresce l’attesa per il Gran Premio di Formula 1, in programma dal 4 al 6 settembre all’autodromo Nazionale di Monza, Milano entra nel vivo della Race Week con numerosi eventi dedicati alla storia e ai protagonisti del mondo dei motori. Da lunedì 31 agosto, l’Automobile Club di Milano apre le porte della propria sede in corso Venezia 43 dove, fino all’8 settembre, sarà possibile ammirare l’iconica Ferrari F399 del 1999. La monoposto con cui Ferrari conquistò il titolo mondiale costruttori fu guidata da Michael Schumacher, Eddie Irvine e Mika Salo.
L’iniziativa rende omaggio al Kaiser a trent’anni dal suo primo successo al volante della Ferrari, conquistato a Barcellona, e a vent’anni dal suo ultimo trionfo con la scuderia di Maranello al GP di Cina del 2006. Sempre trent’anni fa, l’8 settembre 1996, il pilota tedesco ottenne anche la sua prima vittoria nel GP d’Italia.
“Il Gran Premio d’Italia parla dell’eccellenza italiana e, mai come quest’anno, abbiamo aspettative alte per una Ferrari che rappresenta un’icona di lusso, tecnologia e design. Con l’esposizione della monoposto abbiamo voluto celebrare il connubio eccezionale tra Schumacher e Ferrari, tra un pilota straordinario e una macchina iconica”, ha affermato Pietro Meda, presidente di Automobile Club Milano.
Nella stessa sala, accanto alla monoposto originale, ACI Milano ha voluto esporre anche una livrea realizzata in cartapesta dall’associazione ‘Facciavista ETS’, impegnata in attività per ragazzi autistici: “Davanti al mondo della tecnologia italiana vogliamo rappresentare il mondo dell’inclusione. Ci vuole una quantità di ore per realizzare un lavoro del genere e i ragazzi hanno fatto un lavoro strabiliante. Quindi, questa auto di cartapesta vuole essere un messaggio di inclusione e orgoglio italiano in una settimana importante non solo per Milano e per la Lombardia, ma per tutta Italia”, ha spiegato Meda.
Fin dalla prima giornata, l’esposizione della F3999 ha attirato numerosi appassionati della Ferrari, suscitando emozione e nostalgia. “Vedere la macchina di Schiumi fa sempre un certo effetto”, ha raccontato un signore. Una visitatrice, profondamente colpita dalla monoposto, ha affermato: “È incredibile, incredibile… mi fa impressione perché non riesco a non pensare a come sia Schumacher oggi. Questa macchina rappresenta una prima vita e una seconda vita del campione che conoscevamo”. Un’altra visitatrice ha aggiunto: “Fa impressione vederla perché è lunghissima e bassissima. È un capolavoro”.