L’assemblea dei giornalisti di Report ha proclamato lo stato di agitazione e si dichiara pronta allo sciopero. Sigfrido Ranucci è al centro della contestazione interna: l’assemblea dei giornalisti di Report ha proclamato lo stato d’agitazione dopo la decisione, definita dal documento «arbitraria e non ancora motivata», dell’Azienda di sostituirlo alla conduzione del programma.
Motivazioni della protesta dei giornalisti di Report
Nel testo dell’assemblea i redattori sottolineano che Report «non può esistere senza i suoi inviati e senza la sua redazione, produzione, filmaker e montatori», richiamando le competenze specifiche accumulate negli anni. Il documento mette in rilievo che solo «un più che solido vissuto professionale e l’autorevolezza conquistati sul campo possono infatti far fronte alle necessità di produzione e alle specificità investigative di una trasmissione complessa, delicata e di altissimo valore civile».
Oltre alla sostituzione del conduttore, l’assemblea contesta il modo in cui la scelta è stata comunicata: gli stessi nuovi conduttori, si legge nella nota, sono stati annunciati alle agenzie di stampa prima che alla squadra, una modalità che ha suscitato «sconcerto per il metodo usato dall’Azienda». In più, i giornalisti imputano all’intervento operatorio una matrice che può essere letta come «puramente politica», un elemento che, secondo la redazione, «snatura totalmente la vocazione e il DNA del programma».
Le richieste della redazione
L’assemblea chiede all’Azienda di correggere le decisioni prese e sollecita il «diretto coinvolgimento della redazionenelle scelte aziendali», con l’obiettivo esplicito di preservare l’ autonomia e indipendenza di un presidio che la nota definisce fondamentale per il servizio pubblico. I giornalisti avvertono che decisioni di questo tipo potrebbero «costringere a scelte lavorative diverse», una formulazione che sottintende la possibilità di uscite dalla squadra di lavoro e altri sviluppi sul piano professionale.
La dichiarazione rende inoltre esplicito il sostegno interno alle rivendicazioni del gruppo degli inviati, che avevano già annunciato – «in assenza di un ripensamento da parte della Rai» – la disponibilità ad abbandonare il programma. L’assemblea, pur evocando la necessità di tutelare il prodotto informativo e il metodo investigativo del programma, non limita la protesta a un documento: si riserva la facoltà di adottare ulteriori iniziative di mobilitazione.
La conduzione del programma
Tra le richieste formulate compare la restituzione di un ruolo decisionale alla squadra di produzione e una revisione delle procedure di nomina dei conduttori, giudicate incompatibili con le pratiche professionali che hanno permesso a Report di affermarsi come strumento di denuncia e approfondimento.
Ora la palla passa all’Azienda: l’assemblea attende un ripensamento che possa ricondurre le scelte nella sfera della condivisione interna e, in assenza di questo, lascia aperte tutte le opzioni sindacali e collettive previste dal mandato dei giornalisti.
