Diplomazia ed escalation militare continuano a procedere in parallelo nella guerra tra Russia e Ucraina. Mentre sul terreno proseguono gli attacchi e Mosca annuncia la preparazione di nuovi raid contro le infrastrutture energetiche ucraine, dal Vaticano arriva un nuovo appello a mantenere aperti i canali con il Cremlino.
A intervenire è stato monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali della Santa Sede, al termine della sua missione diplomatica a Mosca.
Gallagher: “Isolare Paesi e persone non aiuta”
Facendo un bilancio degli incontri avuti nella capitale russa, Gallagher ha ribadito la linea diplomatica della Santa Sede: continuare a parlare con tutte le parti anche quando le posizioni appaiono distanti.
“Gli incontri che abbiamo avuto a Mosca con diversi rappresentanti delle missioni diplomatiche servono a rafforzare l’iniziativa della Santa Sede di mantenere aperta la via del dialogo”, ha spiegato il diplomatico vaticano.
Secondo Gallagher, la diplomazia resta la strada da percorrere per tentare di arrivare a una soluzione del conflitto. Il rappresentante della Santa Sede ha osservato che “isolare le persone, i Paesi, francamente non aiuta”, pur riconoscendo il diritto di ogni Stato a scegliere autonomamente la propria strategia.
La presenza vaticana a Mosca, ha aggiunto, vuole quindi anche rappresentare un invito a interrogarsi sull’efficacia delle politiche adottate finora e sulla possibilità di individuare nuovi spazi per il negoziato.
Il capo della Cia avrebbe proposto un vertice Trump-Putin-Zelensky
A muoversi sul fronte diplomatico non sarebbe però soltanto il Vaticano. Secondo Axios, il direttore della Cia John Ratcliffe, durante la visita compiuta a Mosca nei giorni scorsi, avrebbe proposto un incontro trilaterale tra Donald Trump, Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky.
Ratcliffe avrebbe incontrato alcuni dei principali responsabili dell’intelligence russa, tra cui Sergey Naryshkin e Alexander Bortnikov. Uno degli obiettivi della missione sarebbe stato verificare se i vertici dei servizi russi possano contribuire a convincere Putin a tornare al tavolo dei negoziati con Kiev sotto la mediazione degli Stati Uniti.
Secondo quanto riferito da Axios, funzionari americani avrebbero inoltre aggiornato Zelensky sui colloqui avvenuti a Mosca e sulla proposta del vertice a tre. L’ipotesi non è nuova: il presidente ucraino si era già mostrato disponibile in passato, mentre Putin aveva respinto la possibilità di un incontro trilaterale.
Mosca annuncia “attacchi massicci” contro il settore energetico ucraino
I tentativi diplomatici arrivano però mentre la situazione militare continua a deteriorarsi. Il ministero della Difesa russo ha annunciato che le proprie forze stanno preparando “attacchi massicci” contro le infrastrutture energetiche dell’Ucraina.
Mosca presenta l’operazione come una risposta ai raid ucraini contro infrastrutture civili e impianti petroliferi ed energetici in territorio russo.
Nella notte, intanto, Kiev è stata nuovamente colpita da droni russi. Esplosioni e incendi sono stati segnalati in diversi quartieri della capitale. Secondo le autorità locali, un drone è precipitato tra alcuni edifici residenziali nel distretto di Obolon, provocando un incendio in un palazzo di dodici piani. Altri danni sono stati registrati in diverse zone della città.
Kiev colpisce una raffineria e una base aerea in Russia
Anche l’Ucraina ha continuato le operazioni in profondità sul territorio russo. Nella notte le forze di Kiev hanno preso di mira una raffineria nell’oblast di Leningrado e una base aerea nel territorio di Krasnodar.
Un incendio è stato segnalato nei pressi dell’impianto petrolifero di Kirishi, uno dei più importanti della Russia. Il governatore regionale Aleksandr Drozdenko ha confermato la caduta di un drone nelle vicinanze della raffineria e il conseguente rogo, mentre le autorità russe hanno riferito di decine di velivoli senza pilota intercettati nella regione.
Esplosioni sono state segnalate anche nell’area della base aerea di Yeysk, nel territorio di Krasnodar.
La giornata del 30 agosto fotografa così ancora una volta le due traiettorie opposte del conflitto: da una parte Vaticano e Stati Uniti tentano di riaprire uno spazio negoziale con Mosca; dall’altra, Russia e Ucraina continuano ad ampliare la portata degli attacchi reciproci, mentre la prospettiva di una tregua resta ancora lontana.
