La lettera di licenziamento è arrivata a Giuseppina Mangone, operaia della Gaggio Tech nell’Appennino Bolognese, che rientra tra le 79 lavoratrici a rischio. La firma per la Naspi è fissata per il 4 settembre. In casa pesano un mutuo e quattro figli, con spese da ripianificare voce per voce.
Conti di famiglia e scelte obbligate
Giuseppina, 57 anni, sintetizza così la sua situazione: “Ho quattro figli e un mutuo, a questa età chi mi prende?”. Ha spiegato di aver stretto sulle uscite personali e sulle cure non urgenti: “Il mio benessere, le spese personali, non le guardo nemmeno più”. Restano necessarie, ha aggiunto, visite mediche e prestazioni odontoiatriche che incidono sul bilancio mensile.
Nel paniere delle spese incomprimibili rientrano le bollette, il telefono e la benzina per gli spostamenti legati alla ricerca di un’occupazione. Il mutuo resta la scadenza più gravosa. In famiglia, il sostegno non è mancato: i figli le ripetono “Mamma, oggi tu, domani noi” e assicurano “se c’è bisogno, noi ci siamo”. Lei, però, ribadisce di voler mantenere la propria autonomia economica senza gravare sui ragazzi.
Dal reparto alle piazze: anni di battaglie sul lavoro
Il percorso lavorativo, racconta, attraversa più stabilimenti del territorio. Prima le vertenze alla Saeco, poi alla Saga e oggi la crisi in Gaggio Tech. “Ho lottato anni per difendere il posto di lavoro e poi finisce così”, ha detto, ricordando presidi e manifestazioni a cui continua a partecipare per chiedere tutele e dignità per lavoratrici e lavoratori coinvolti.
La decisione di tagliare sul superfluo è arrivata insieme alla notifica del licenziamento. L’equilibrio tra entrate e uscite, spiega, si ricalcola su base settimanale: accantonare qualcosa per le spese sanitarie, non rinviare le utenze, fare i conti con il pieno di carburante necessario a presentarsi ai colloqui.
Prossimi passi e disponibilità a ricollocarsi
La priorità, ora, è rientrare il prima possibile nel mercato del lavoro. “Certo. Qualsiasi cosa, anche fare le pulizie, non ho problemi”, ha dichiarato, spiegando di non avere preclusioni sui ruoli pur di rimettere in sicurezza il reddito familiare. Intende muoversi su più canali: candidature dirette, passaparola e strumenti messi a disposizione dalle istituzioni locali per la ricollocazione.
Nel frattempo, la scadenza più concreta è amministrativa: la firma della Naspi è calendarizzata per il 4 settembre. Quella data, sottolinea, serve a garantire un minimo di sostegno mentre prosegue la ricerca di un impiego e resta aperta la mobilitazione delle maestranze nell’Appennino Bolognese.
