Le risorse destinate alla realizzazione di nuovi asili nido diventano terreno di scontro politico tra il Partito democratico e il governo. La segretaria del Pd Elly Schlein contesta infatti l’aggiornamento del Piano quinquennale per nidi e scuole dell’infanzia, sostenendo che la quota destinata ai territori dove i servizi sono più carenti sarebbe stata ridotta della metà.
La denuncia di Schlein sui 193 milioni di euro
Secondo quanto riportato dal quotidiano Domani, la bozza del nuovo piano prevederebbe una riduzione di 193 milioni di euro dei fondi destinati alla costruzione di asili nido nelle aree che ne sono ancora prive o presentano una dotazione insufficiente. Schlein definisce l’ipotesi particolarmente grave proprio perché riguarderebbe zone nelle quali l’offerta di servizi per l’infanzia è già più limitata.
La leader dem sostiene che una scelta di questo tipo finirebbe per penalizzare soprattutto i territori che partono da una situazione di maggiore svantaggio, a cominciare dal Mezzogiorno. Nel Sud, infatti, la copertura dei servizi per la prima infanzia si fermerebbe al 19%, a fronte di una media nazionale del 31,6%.
Lo scontro sulle risorse del Pnrr
Nel suo intervento Schlein collega inoltre la vicenda al precedente ridimensionamento degli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza per quanto riguarda la costruzione dei nuovi nidi. Secondo la segretaria del Pd, dopo la diminuzione del numero di strutture previste dal Pnrr, il governo starebbe ora intervenendo anche sulla quantità di risorse disponibili.
Il Partito democratico, al contrario, sostiene la necessità di aumentare la presenza degli asili nido su tutto il territorio nazionale e di renderli concretamente accessibili alle famiglie. Per Schlein, questi servizi rappresentano infatti uno strumento importante sia per ridurre le disuguaglianze e contrastare la povertà educativa sia per aiutare i genitori nella gestione degli impegni familiari e professionali.
Il peso della cura sulle donne
Nel mirino della segretaria del Pd c’è anche l’impatto che la carenza di nidi avrebbe sull’organizzazione familiare. Schlein osserva che, quando le strutture sono assenti oppure troppo difficili da raggiungere economicamente, una parte significativa del lavoro di cura ricade nuovamente sulle famiglie e, in misura maggiore, sulle donne.
La leader dem sostiene quindi che il tema dei servizi per l’infanzia sia strettamente legato anche alla possibilità di conciliare occupazione e vita familiare. La disponibilità di asili, secondo questa impostazione, non riguarda soltanto l’assistenza ai bambini, ma incide direttamente sull’autonomia delle famiglie e sulla distribuzione dei carichi di cura.
Schlein: “Retorica vuota sulla famiglia”
L’attacco arriva dopo che nel 2025 l’Italia ha registrato un nuovo minimo sul fronte delle nascite. Proprio alla luce di questo dato, Schlein accusa il governo di non mettere in campo, a suo giudizio, politiche coerenti con gli obiettivi dichiarati di sostegno alla famiglia.
“Meloni continua con la retorica vuota sul supporto alla famiglia”, afferma la segretaria del Pd, sostenendo che le scelte sulle risorse per gli asili andrebbero nella direzione opposta rispetto a quella necessaria per sostenere concretamente i nuclei familiari.
La base dell’attacco di Schlein
Le dichiarazioni di Schlein fanno riferimento a un articolo pubblicato dal quotidiano Domani, intitolato “Valditara taglia tutto. Dimezzati i fondi dove mancano gli asili”. La segretaria dem precisa tuttavia che le cifre e le modifiche citate derivano da una bozza del piano e che, qualora il contenuto venisse confermato, a suo giudizio si tratterebbe di una decisione particolarmente preoccupante.
Al centro della polemica resta dunque la distribuzione delle risorse per i servizi educativi destinati alla prima infanzia, con il Pd che chiede di concentrare gli investimenti proprio sulle aree nelle quali la presenza degli asili nido è ancora più bassa.
