Emergono nuovi elementi sull’aggressione costata la vita a Guido Roviello, 62 anni, senza fissa dimora picchiato a Caserta e morto successivamente in ospedale per le gravi ferite riportate. Alla base del pestaggio ci sarebbe stato un debito di appena 50 euro che la vittima non avrebbe saldato.
L’aggressione è avvenuta in piazza Sant’Anna, nel centro della città. Dopo l’allarme lanciato da residenti e passanti, Roviello era stato soccorso e trasportato in ospedale, dove però le sue condizioni si erano rivelate troppo gravi.
Le immagini della violenza, alcune delle quali hanno iniziato a circolare anche online, sono entrate fin dalle prime ore nel materiale esaminato dagli investigatori per ricostruire la dinamica e risalire al responsabile.
Il fermato è romeno, non ucraino
La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha chiarito anche un particolare emerso in maniera errata nelle prime ore successive all’aggressione. L’uomo fermato non è di nazionalità ucraina, come inizialmente riferito, ma è un 40enne romeno, anche lui senza fissa dimora.
Il gip ha convalidato il fermo e nei confronti dell’uomo viene contestato il reato di omicidio aggravato dai futili motivi. Proprio l’entità della somma che avrebbe scatenato la violenza rappresenta uno degli elementi centrali della nuova ricostruzione investigativa.
Secondo quanto riferito dagli inquirenti, Roviello sarebbe stato picchiato perché non aveva restituito 50 euro al 40enne. Un debito di modesta entità che avrebbe quindi fatto da detonatore a un’aggressione dalle conseguenze mortali.
Il 40enne ammette le proprie responsabilità
Un ulteriore passaggio decisivo è arrivato durante l’interrogatorio davanti al pubblico ministero. Il fermato avrebbe sostanzialmente ammesso le proprie responsabilità, fornendo agli investigatori elementi sulla vicenda e sul rapporto con la vittima.
Le indagini proseguono comunque per definire nel dettaglio tutti i passaggi del pestaggio e verificare quanto accaduto prima dell’aggressione. Al vaglio restano le registrazioni delle telecamere presenti nella zona, i filmati realizzati durante la violenza e le testimonianze delle persone che si trovavano in piazza.
Roviello, che viveva a Maddaloni, era conosciuto nell’ambiente dell’assistenza alle persone in difficoltà e frequentava una mensa parrocchiale.
Borrelli: “Immagini sconvolgenti”
Il caso aveva suscitato forte indignazione anche per la diffusione dei video del pestaggio. Il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli aveva definito le immagini «sconvolgenti», denunciando la brutalità della violenza subita dal 62enne.
Con la convalida del fermo e l’emersione del possibile movente, l’inchiesta entra ora in una nuova fase. Al centro degli accertamenti resta la ricostruzione completa dei rapporti tra i due uomini e delle circostanze che hanno trasformato un presunto debito di 50 euro in un’aggressione mortale.
