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Taglio Irpef 33% fino a 60mila euro: quanto aumenta la busta paga

L'aliquota per i redditi tra 50mila e 60mila euro potrebbe scendere dal 43% al 33%, con risparmi fino a 1.000 euro e circa un milione di beneficiari

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Federico Perrone di Federico Perrone

Il governo sta valutando un nuovo intervento sull’Irpef rivolto ai redditi più alti, in vista della prossima legge di bilancio. La proposta punta a estendere l’abbattimento dell’aliquota intermedia a uno scaglione superiore rispetto a quello già ridotto lo scorso anno. Per ora la discussione è agli inizi: si valuta anche l’introduzione di un tetto e sarà necessario trovare le coperture finanziarie.

Chi riguarderebbe la misura

La proposta interessa in primo luogo i contribuenti collocati nello scaglione immediatamente superiore al ceto medio: l’intervento sarebbe pensato per chi dichiara redditi compresi tra 50mila e 60mila euro. Secondo gli ultimi aggiornamenti dell’Agenzia delle entrate riferiti alle dichiarazioni dei redditi 2025, la platea coinvolta sarebbe dell’ordine di circa un milione di contribuenti.

Se la misura fosse estesa senza introdurre un ulteriore limite, il beneficio potrebbe allargarsi a una platea più ampia: la valutazione tecnica porta l’ipotesi fino a un numero stimato di 3,3 milioni di dichiaranti che incontrerebbero almeno una fetta di reddito coperta dall’aliquota ridotta. Nel confronto con l’ultima manovra va ricordato il tetto fissato in precedenza: il governo aveva previsto un limite oltre il quale azzerare i benefici, posto a 200mila euro, per evitare che le riduzioni favorissero esclusivamente i redditi molto elevati.

Come cambierebbe il calcolo dell’imposta

Il sistema Irpef è progressivo e si applica per scaglioni: ogni porzione di reddito è tassata all’aliquota corrispondente. Attualmente, dopo gli interventi già approvati, le aliquote praticate sono organizzate in tre livelli principali: 23% per la prima fascia fino a 28mila euro, 33% per la fascia intermedia compresa tra 28mila e 50mila euro, e 43% per la quota di reddito oltre 50mila euro.

La novità in discussione consiste nello spostare la soglia della seconda aliquota fino a 60mila euro, in modo che anche la porzione di reddito compresa fra 50mila e 60mila venga tassata al medesimo livello intermedio e non più all’aliquota più elevata. In termini concreti, il meccanismo non cambia: si tratta di riassegnare a un’aliquota più bassa una fetta precisa del reddito, con effetti misurabili sulla liquidazione annuale dell’imposta.

Quanto potrebbe aumentare la busta paga

Escludendo addizionali regionali e comunali e altre situazioni specifiche del singolo contribuente, il risparmio legato al cambio di aliquota è sostanzialmente proporzionale alla porzione di reddito ricompresa nel nuovo scaglione. Con lo sconto di dieci punti percentuali sulla quota oltre 50mila euro, il calcolo porta a un risparmio ipotetico di 100 euro per ogni 1.000 euro di reddito dentro quel tratto.

In termini pratici la forchetta di vantaggio va da una minima annuale di circa 100 euro per il gradino iniziale del nuovo scaglione fino a un massimo di circa 1.000 euro per chi si colloca al limite superiore dei 60mila euro. A titolo esemplificativo, un contribuente che dichiari 58mila euro all’anno vedrebbe la porzione tra 50mila e 58mila tassata al 33% anziché al 43% e otterrebbe un risparmio netto stimato in circa 800 euro l’anno.

Queste stime rappresentano una misura semplificata dell’effetto sulla liquidazione Irpef e non tengono conto di eventuali detrazioni, deduzioni o addizionali locali che possono modificare l’impatto reale sul netto in busta paga. In ogni caso, l’obiettivo dichiarato dalla proposta è rendere più leggero il carico fiscale sulla fascia che si colloca appena sopra il ceto medio, con un effetto redistributivo circoscritto a porzioni specifiche di reddito.

La misura è oggi all’esame tecnico e politico: la sua entrata nelle norme dipenderà dalle scelte sulla copertura e dall’eventuale introduzione di un tetto che regoli l’estensione del beneficio. La decisione finale verrà presa nell’ambito della prossima legge di bilancio, quando saranno definite anche le misure per bilanciare l’impatto sui conti pubblici.

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