Una vendita secondaria di azioni per circa 7 miliardi di dollari è stata completata da OpenAI, consentendo a dipendenti attuali e passati di vendere quote al valore di 852 miliardi di dollari. Lo ha confermato CNBC.
Tempistica e obiettivo dell’offerta
La OpenAI vendita azioni nasce in continuità con il finanziamento record che la società ha chiuso a marzo: quel round da 122 miliardi di dollari ha aperto la strada a operazioni secondarie pensate per alleggerire la pressione di liquidità. L’offerta ha consentito ad alcuni dipendenti di monetizzare una parte delle loro partecipazioni prima di un’ipotesi di quotazione pubblica.
Precedenti e posizione nel mercato
OpenAI è entrata nel mainstream dopo il lancio di ChatGPT nel 2022 e da allora è cresciuta rapidamente tra le private company più rilevanti del settore. Le vendite secondarie fanno parte di una strategia pre-IPO già praticata in passato: in ottobre la società aveva completato una tender offer da 6,6 miliardi di dollari a una valutazione di 500 miliardi, e nel 2024 era stata realizzata un’ulteriore offerta da 1,5 miliardi di dollari. Anche il concorrente Anthropic si trova in una posizione analoga rispetto a possibili mosse sul mercato dei capitali.
Il ricorso a offerte secondarie consente di offrire liquidità senza modificare immediatamente la struttura azionaria di lungo periodo e rappresenta uno strumento diffuso per preparare il terreno a un’eventuale quotazione pubblica.
Securities and Exchange Commission: OpenAI ha depositato confidenzialmente un prospetto presso la Securities and Exchange Commission a giugno, ma non ha reso noto un calendario ufficiale per il debutto in Borsa.
