La Germania prepara il ritorno dei trasferimenti verso Italia e Grecia per i richiedenti asilo considerati di competenza di un altro Paese europeo. Berlino sostiene infatti che il nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, entrato in vigore il 12 giugno, richieda il ripristino del funzionamento del sistema di Dublino. La questione potrebbe quindi riaprire il confronto con l’Italia sui cosiddetti “dublinanti”, ovvero i migranti che hanno attraversato per la prima volta il territorio italiano prima di raggiungere la Germania.
Berlino: “Necessario ripristinare i trasferimenti di migranti verso l’Italia e la Grecia”
La posizione del governo tedesco è stata chiarita da un portavoce del ministero dell’Interno, interpellato dall’ANSA sulla possibilità che alcuni migranti arrivati in Germania vengano trasferiti nuovamente in Italia. Secondo Berlino, il corretto funzionamento del sistema di Dublino rappresenta un elemento essenziale per rendere efficace il nuovo Sistema europeo comune di asilo.
Il portavoce ha spiegato che, proprio per questo motivo, la Germania si aspetta che i trasferimenti verso Italia e Grecia vengano nuovamente effettuati a partire dal 12 giugno, data indicata come l’inizio dell’applicazione delle nuove regole europee.
Migranti, il primo trasferimento è previsto per il 19 agosto
La questione è stata rilanciata anche da Repubblica, secondo cui il governo tedesco avrebbe deciso di applicare una linea particolarmente rigida nei confronti dei richiedenti asilo arrivati attraverso l’Italia. Il primo caso concreto dovrebbe riguardare una giovane donna somala di 22 anni, Abdirisaq Warsame, che potrebbe essere trasferita in Italia il prossimo 19 agosto.
La ragazza è arrivata in Germania il 31 marzo, dopo aver attraversato il territorio italiano. Attualmente si trova in un centro di accoglienza a Niederwerrn, in Baviera. Secondo la ricostruzione, in Germania vivono già sua madre, suo fratello e altri parenti e proprio in quel Paese la giovane aveva presentato domanda di asilo.
La richiesta di asilo e il principio di competenza
Secondo le autorità tedesche, tuttavia, la responsabilità della sua domanda non spetterebbe alla Germania. Poiché Warsame era entrata nell’Unione europea passando dall’Italia, Berlino ritiene che sia quest’ultimo Paese a dover esaminare la sua richiesta di protezione.
Una lettera del ministero dell’Interno tedesco, recapitata alla giovane il 25 giugno, comunica che mercoledì 19 agosto sarà trasferita in Italia e che la polizia provvederà a prelevarla. Nel documento viene indicato che la richiedente asilo è di competenza italiana e che non sussisterebbero le condizioni per consentirle di presentare la domanda in Germania.
La vicenda personale della giovane somala
Abdirisaq Warsame avrebbe lasciato la Somalia dopo essere fuggita dal padre e da un matrimonio combinato. Dopo aver attraversato l’Italia, ha raggiunto la Germania, dove ha trovato alcuni familiari e ha deciso di chiedere protezione internazionale.
Il trasferimento previsto per il 19 agosto rappresenterebbe quindi il primo caso concreto della nuova linea tedesca nei confronti dei richiedenti asilo considerati di competenza italiana, almeno secondo quanto riportato da Repubblica. Non è ancora chiaro, invece, quanti altri migranti potrebbero essere interessati da provvedimenti analoghi.
Migranti, il precedente tra Roma e Berlino
La questione dei cosiddetti “dublinanti” non è nuova nei rapporti tra Italia e Germania. Dal 2022 il governo guidato da Giorgia Meloni aveva rifiutato di riprendere alcune delle persone che, dopo essere transitate dall’Italia, avevano successivamente raggiunto altri Paesi europei.
Nel dicembre 2025 Roma e Berlino avevano raggiunto un’intesa con cui era stato sostanzialmente chiuso il capitolo relativo alle situazioni pregresse. La posizione tedesca attuale riguarda invece le persone arrivate nel corso del 2026, per le quali Berlino intende applicare in modo rigoroso le norme europee.
Il silenzio-assenso dell’Italia
Nel caso di Warsame, una richiesta formale alle autorità italiane per ottenere il trasferimento della giovane sarebbe stata presentata già nel mese di giugno. Secondo la procedura prevista, l’Italia disponeva di due settimane per fornire una risposta.
Trascorso questo periodo senza un riscontro, sarebbe scattato il meccanismo del silenzio-assenso. La richiesta tedesca di riprendere la richiedente asilo è stata quindi considerata accettata, aprendo la strada al trasferimento previsto per il 19 agosto.
Il nuovo Patto europeo sulla migrazione
La Germania collega la nuova linea alla riforma europea del sistema di asilo entrata in vigore il 12 giugno. Per Berlino, un sistema di Dublino effettivamente operativo costituisce una condizione indispensabile per il funzionamento del nuovo quadro comune europeo.
Il governo tedesco sostiene dunque che l’applicazione delle nuove regole debba comportare il ripristino dei trasferimenti verso i Paesi di primo ingresso, tra cui Italia e Grecia. La vicenda della giovane somala potrebbe così rappresentare uno dei primi segnali concreti del nuovo orientamento tedesco e riaprire il confronto tra i governi europei sulla gestione delle responsabilità nell’accoglienza dei richiedenti asilo.
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