Francesco Guccini, 86 anni, è morto questa mattina a Pavana, circondato dall’affetto della moglie Raffaella, della figlia Teresa e dei familiari. Nel comunicato diffuso dalla famiglia si legge che “nel rispetto delle sue volontà le esequie si svolgeranno nei prossimi giorni in forma strettamente privata” e si chiede che “in questo momento di dolore possa essere vissuto nella più stretta intimità”, ringraziando “tutti coloro che si uniranno al suo lutto con affetto, discrezione e rispetto”.
L’annuncio di famiglia
La nota della famiglia specifica le modalità delle esequie e invita a rispettare la volontà del Maestro di un commiato riservato, con un riferimento esplicito al carattere privato dell’evento. Nel messaggio si ringraziano tutte le persone che esprimeranno vicinanza, chiedendo discrezione e rispetto per il dolore dei congiunti, in linea con la richiesta che la cerimonia avvenga in forma strettamente privata.
La notizia della morte ha richiamato l’attenzione sulla figura di Francesco Guccini non solo come musicista ma anche come scrittore, uomo che nel corso della sua vita ha alternato momenti pubblici intensi a periodi di vita raccolta nel borgo dove ha scelto di stabilirsi. La moglie Raffaella e la figlia Teresa sono citate come presenze familiari al suo fianco negli ultimi istanti, elemento centrale del comunicato diffuso dalla famiglia.
Vita artistica: musica, successi e collaborazioni
La carriera di Francesco Guccini attraversa decenni ed è segnata da dischi, concerti e collaborazioni che hanno lasciato un segno nella canzone italiana; il cantautore ha pubblicato diciotto album e ha scritto per altri artisti, imponendosi anche come autore per l’Equipe 84, per i Nomadi e per Caterina Caselli. Il primo album è del 1967, Folk Beat n°1 a nome Francesco, mentre il salto artistico arrivò con Radici nel 1972, contenente brani che entrarono nel repertorio collettivo come “La locomotiva” e “Il vecchio e il bambino”.
Il successo commerciale si consolidò con Via Paolo Fabbri 43 nel 1976, che includeva fra gli altri brani “L’avvelenata” e “Piccola storia ignobile”, mentre gli anni successivi videro uscite importanti come Amerigo ed Eskimo, oltre a registrazioni live come Album Concerto del 1979 e il documentato evento del 1984 Fra la via Emilia e il West. In quegli anni Guccini suonò con nomi come Lucio Dalla, Paolo Conte, i Nomadi con Augusto Daolio e Pierangelo Bertoli, eventi che radunarono migliaia di persone in piazza Maggiore a Bologna.
Parole, scrittura e gli ultimi anni a Pàvana
Negli ultimi decenni Guccini aveva progressivamente limitato la sua attività live, dichiarando circa dieci anni fa di voler smettere di cantare e motivando la scelta con la perdita dei calli sulle dita e la mancanza della voglia di salire sui palchi; in interviste successive spiegò di non avvertire rimpianto per l’assenza dello show, pur confessando di sentire la mancanza delle convivialità e dei musicisti. Dopo aver messo da parte la musica si era dedicato con continuità alla scrittura, vivendo stabilmente nel borgo dove era nato e dove aveva trascorso i primi anni di vita a causa della guerra.
Guccini aveva narrato il legame con quel territorio nel romanzo Tralummescuro e in altre opere, e nel 1989 aveva esordito come scrittore con Cròniche epafàniche; nel 2012 pubblicò L’ultima Thule e nel 2013 uscì il documentario La mia Thule che racconta la registrazione dell’ultimo disco, mentre negli anni successivi sono usciti a sorpresa Canzoni da intorto e nel 2023 Canzoni da osteria, poi raccolti insieme.
Negli ultimi anni Guccini aveva anche parlato dei suoi problemi di salute, citando una maculopatia bilaterale che gli aveva ridotto la capacità di leggere, e nel novembre 2024 aveva richiesto la cancellazione del suo account su X spiegando che le idee del proprietario della piattaforma, Elon Musk, erano “lontane anni luce” dalle sue. Le scelte pubbliche e private degli ultimi anni sottolineano una figura che ha alternato il ruolo di artista impegnato nelle luci del palcoscenico alla scelta di una vita raccolta nella sua Pàvana.
La notizia della scomparsa di Francesco Guccini richiama l’eredità di un artista che ha attraversato la canzone e la letteratura italiana lasciando opere e testimonianze, mentre la famiglia chiede rispetto per il momento privato del lutto e per le esequie che si terranno in forma riservata nei prossimi giorni.
