Il Metropolitan Museum of Art ha annunciato una grande mostra del Costume Institute dedicata a John Galliano, visitabile al Met Fifth Avenue dal 9 maggio 2027 al 9 gennaio 2028. Intitolata John Galliano: Horizons, sarà la prima grande esposizione museale a ripercorrere l’intero percorso creativo del designer, mettendo in dialogo capi finiti, materiali di lavoro e documenti d’archivio. L’allestimento promette una lettura ampia e critica della produzione dello stilista, senza eludere gli eventi che hanno segnato la sua carriera.
Il programma espositivo del Costume Institute
La mostra riunirà abiti, accessori, schizzi, tele di prova, quaderni di ricerca e materiali d’archivio provenienti in larga parte dalla collezione del Costume Institute, che conserva il più vasto nucleo di creazioni dell’autore. Il percorso espositivo documenterà i primi anni formativi — dalla collezione di diploma presentata nel 1984 alla Central Saint Martins — fino alle esperienze alla guida del proprio marchio e alle direzioni creative in maison storiche. Tra i passaggi mostrati ci sarà anche la fase legata a Givenchy, a Christian Dior e l’esperienza in Maison Margiela, tracciando come i riferimenti storici, geografici e artistici si siano trasformati in un linguaggio personale e riconoscibile.
Controversie, responsabilità e riabilitazione
La curatela affronta esplicitamente gli episodi di dichiarazioni antisemite, razziste e anti-asiatiche risalenti al periodo 2010-2011, eventi che portarono al licenziamento da Christian Dior, dalla gestione del marchio omonimo e a una condanna da parte della giustizia francese. La mostra metterà in relazione quegli episodi con il successivo percorso di riabilitazione legato alla dipendenza e alle ammissioni pubbliche di responsabilità, interrogando il rapporto tra eccellenza artistica, responsabilità individuale e riconoscimento istituzionale. Al contempo il calendario ufficiale del Met prevede che il Met Gala si svolga il 3 maggio 2027 e che la serata abbia Galliano come protagonista del tema scelto per quell’anno.
La curatela di Andrew Bolton e l’articolazione della mostra
A curare l’esposizione sarà Andrew Bolton, responsabile del Costume Institute, che ha strutturato il percorso in tre sezioni distinte. La prima, Bearings, ricostruisce cronologicamente la carriera inserendola nel contesto storico e culturale e affrontando la frattura provocata dagli eventi del 2010-2011. La seconda sezione, Horizons, esplora le fonti d’ispirazione ricorrenti — dalla storia all’arte, dalla geografia alla performance — e mostra come materiali e posture si intreccino nel processo creativo. La terza, Atlas of Transformation, accompagna il visitatore dentro il laboratorio di lavoro: bozzetti, quaderni di ricerca, tele di prova, fitting e capi finiti rendono visibile la sperimentazione tecnica e l’artigianalità che precedono ogni collezione.
Il percorso espositivo culmina con la presentazione della collezione primavera-estate 2024, indicata dalla curatela come uno dei momenti più significativi della produzione recente. In mostra saranno quindi evidenti non solo i capi come oggetti estetici, ma anche la rete di riferimenti e processi che li ha generati: un tentativo deliberato di leggere l’opera in rapporto alle trasformazioni dei valori culturali e istituzionali.
Nel gioco di tensione tra riconoscimento artistico e responsabilità personale, il progetto del Met non si limita alla celebrazione né alla sola messa alla prova: propone invece un quadro espositivo che mette in campo archivi, oggetti e interrogativi, lasciando al visitatore strumenti concreti per valutare la portata storica e critica dell’opera di John Galliano.
