La madre dei cinque neonati trovati morti nell’appartamento in cui viveva con il suo compagno è stata posta in stato di fermo questa mattina in Francia. La procura di Carpentras lo ha reso noto, indicando di aver trasmesso il fascicolo ai colleghi di Avignone. L’inchiesta aperta nella circoscrizione di Avignone è orientata verso l’ipotesi di omicidio plurimo su minori.
In stato di fermo la madre dei neonati trovati morti
Secondo la ricostruzione ufficiale diffusa dalla procura, il procedimento è passato dalla sede di Carpentras a quella di Avignone, che ha iscritto nel registro degli atti un fascicolo per omicidio plurimo su minori. La procura di Carpentras ha comunicato il provvedimento di fermo nei confronti della donna, misura che ha reso necessario il trasferimento degli atti per competenza territoriale. Il fermo è stato disposto questa mattina ed è legato agli accertamenti avviati dopo il ritrovamento dei corpi.
Le prime ricostruzioni sulla scoperta
La scoperta dei cinque neonati è avvenuta all’interno dell’abitazione dove la donna conviveva con il compagno. ANSA aveva segnalato che la vicenda riguarda una coppia di trentenni con due figli e che il compagno ha riferito di non essere al corrente della presenza dei corpi. Le parole del convivente, così come il profilo anagrafico della coppia, sono state riportate nelle prime note giornalistiche; le autorità giudiziarie stanno ora verificando ogni elemento emerso sul luogo.
Gli accertamenti tecnici e le attività investigative sono coordinati dalla procura competente dopo la presa in carico del caso da parte di Avignone. Nel quadro processuale, l’iscrizione per omicidio plurimo su minori apre la strada a verifiche su responsabilità, tempi e circostanze del decesso dei neonati, senza pregiudizi rispetto agli esiti delle analisi e delle iscrizioni successive.
Al momento non sono stati resi noti ulteriori dettagli su indagini o sviluppi operativi. Il fermo della madre e la trasmissione del fascicolo ad Avignone restano i fatti confermati ufficialmente dalla procura.
