Un grave lutto ha colpito Luciano Spalletti. È morta all’età di 93 anni la mamma Ilva, figura alla quale l’attuale allenatore della Juventus era profondamente legato e che aveva ricordato più volte nel corso della propria carriera.
La donna viveva a Spicchio-Sovigliana, frazione del comune di Vinci, vicino a Empoli, il territorio nel quale Spalletti è cresciuto e ha iniziato il proprio percorso nel mondo del calcio. La notizia della sua scomparsa ha suscitato numerosi messaggi di cordoglio da parte delle società e degli ambienti sportivi legati all’allenatore toscano.
Il cordoglio della Juventus e Napoli
Dopo la notizia della morte di Ilva, sono arrivati anche i messaggi di vicinanza delle squadre legate alla carriera di Luciano Spalletti. “La Juventus si stringe attorno a mister Spalletti e alla sua famiglia per la scomparsa della cara mamma, Ilva“, ha scritto il club bianconero sui propri canali social.
La Juventus si stringe attorno a mister Spalletti e alla sua famiglia per la scomparsa della cara mamma, Ilva.
— JuventusFC (@juventusfc) July 27, 2026
Anche il Napoli, con cui l’allenatore ha conquistato lo scudetto nella stagione 2022-2023, ha espresso il proprio cordoglio: “Il presidente Aurelio De Laurentiis e tutta la SSC Napoli si stringono attorno a mister Luciano Spalletti in questo momento di profondo dolore”
Spalletti e la bandiera cucita dalla mamma Ilva
Tra i ricordi più intimi raccontati dall’allenatore c’è quello legato alla storica semifinale dei Mondiali del 1970 tra Italia e Germania Ovest, terminata 4-3 dopo i tempi supplementari e passata alla storia come “la partita del secolo”
Spalletti aveva undici anni e, trascinato dall’entusiasmo per quella Nazionale, chiese alla madre di cucirgli una bandiera italiana più grande possibile. Il tecnico raccontò pubblicamente l’episodio nel settembre del 2023, durante la conferenza stampa di presentazione come commissario tecnico della Nazionale.
“Le mamme cucivano in casa e andai a chiedere alla mia di fare una bandiera dell’Italia più grande possibile per festeggiare quel fantastico 4-3 contro la Germania“, aveva ricordato. Diventare ct rappresentava per lui la prosecuzione di quel sogno nato da bambino: riportare idealmente quella stessa bandiera in panchina e consegnarla alle nuove generazioni.
Quell’aneddoto raccontava anche il ruolo avuto da Ilva nella formazione personale del figlio: una presenza discreta, lontana dai riflettori, ma costante durante un percorso iniziato sui campi della provincia toscana e arrivato fino alle panchine di Roma, Inter, Napoli, Nazionale e Juventus.
Gli insulti allo stadio e la risposta di Ilva
Nel 2022 Spalletti era intervenuto pubblicamente per difendere la madre dopo Fiorentina-Napoli. Al termine dell’incontro aveva denunciato gli insulti ricevuti per tutta la partita da alcuni tifosi posizionati dietro la panchina del Franchi.
Ilva, intervistata qualche giorno dopo da La Nazione, aveva risposto senza alimentare lo scontro: “Sono gesti che non fanno bene allo sport. Non conta che stavolta abbiano offeso noi, è una cosa brutta a prescindere”. Per lei il calcio doveva rimanere soprattutto un divertimento: trasformarlo in un’occasione per insultare gli altri, aveva concluso con un’espressione tipicamente toscana, significava farlo diventare “una citrullata”.
