L’amministrazione del presidente Donald Trump sta valutando un possibile intervento militare in Mali per colpire il Gruppo di sostegno all’Islam e ai musulmani (JNIM), organizzazione jihadista affiliata ad al-Qaeda. A rivelarlo è il Washington Post, citando funzionari statunitensi e maliani, secondo cui al momento non sarebbe stata presa alcuna decisione definitiva, ma il Pentagono starebbe preparando diverse opzioni operative.
Nel mirino il JNIM
Tra le ipotesi allo studio ci sarebbero raid mirati, operazioni con droni e altre azioni militari limitate contro il JNIM, considerato uno dei gruppi jihadisti più attivi nel Sahel. Secondo il quotidiano americano, l’obiettivo sarebbe impedire all’organizzazione di rafforzare ulteriormente la propria presenza in Mali e nei Paesi vicini, dove negli ultimi mesi ha intensificato gli attacchi contro forze governative e civili.
Nessuna decisione definitiva della Casa Bianca
Le fonti sottolineano che Donald Trump non ha ancora autorizzato alcuna operazione e che all’interno dell’amministrazione è in corso un confronto sui rischi di un nuovo coinvolgimento militare americano in Africa occidentale. Tra le principali preoccupazioni figurano la sicurezza del personale statunitense e le possibili conseguenze diplomatiche in una regione dove sono già presenti attori come la Russia e altri partner internazionali.
Il Sahel resta uno dei principali fronti del jihadismo
Il Mali continua a essere uno degli epicentri dell’instabilità nel Sahel. Dopo il ritiro delle missioni militari occidentali, il JNIM ha ampliato la propria influenza in diverse aree del Paese, alimentando le preoccupazioni della comunità internazionale. L’eventuale intervento degli Stati Uniti segnerebbe un nuovo capitolo nella strategia americana contro i gruppi jihadisti attivi nella regione.
