Il governo accelera sulla sicurezza delle piscine con un emendamento al decreto Sport dedicato ai bocchettoni di aspirazione, finiti al centro dell’attenzione dopo i recenti incidenti che hanno coinvolto alcuni bambini. La modifica punta a introdurre nuove misure tecniche per limitare il rischio di intrappolamento causato dall’effetto di risucchio degli impianti.
Cosa prevede l’emendamento
L’emendamento, allo studio del Parlamento, introduce l’obbligo di installare dispositivi di sicurezza in grado di ridurre o interrompere automaticamente la forza di aspirazione in caso di emergenza. L’obiettivo è prevenire episodi in cui capelli, arti o altre parti del corpo possano rimanere bloccati nei bocchettoni sul fondo o sulle pareti delle piscine. I dettagli tecnici saranno definiti nei provvedimenti attuativi.
L’iniziativa arriva dopo una serie di gravi incidenti che hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza degli impianti. Negli ultimi giorni il caso della bambina rimasta risucchiata dal bocchettone di una piscina nel Trevigiano ha riportato al centro dell’attenzione i rischi legati ai sistemi di aspirazione. Secondo gli esperti, proprio i bocchettoni rappresentano una delle principali cause di intrappolamento nelle piscine quando non sono adeguatamente progettati o protetti.
Verso una legge nazionale sulle piscine
L’emendamento si inserisce nel più ampio disegno di legge sulla sicurezza delle piscine, fermo da mesi in Parlamento. Il provvedimento punta a uniformare le regole su tutto il territorio nazionale, introducendo standard comuni per impianti pubblici e privati, controlli più rigorosi e nuovi requisiti di sicurezza. L’obiettivo è superare l’attuale frammentazione normativa e ridurre il numero di incidenti negli impianti natatori italiani.
