L’Aula della Camera ha approvato con 244 voti favorevoli e un sostegno bipartisan l’emendamento al decreto Sport che rafforza la sicurezza nelle piscine dopo i recenti incidenti che hanno riacceso il dibattito sul tema. Il provvedimento introduce nuove regole per piscine pubbliche, impianti privati aperti al pubblico e strutture a uso collettivo, con l’obiettivo di prevenire il rischio del cosiddetto “effetto ventosa”, causato dai sistemi di aspirazione non conformi.
Cosa cambia con la nuova legge
La norma stabilisce che bocchettoni, griglie di fondo e sistemi di ricircolo dell’acqua dovranno rispettare standard di sicurezza in grado di impedire il rischio di intrappolamento. In caso di mancato adeguamento scatterà la chiusura immediata dell’impianto fino alla messa a norma.
L’emendamento istituisce inoltre un fondo da 4,7 milioni di euro per il 2026 destinato all’adeguamento delle piscine pubbliche e introduce l’obbligo della cuffia da nuoto per i minori di 16 anni.
Federalberghi: “Solo il 53,7% degli italiani sa nuotare in sicurezza”
L’approvazione arriva mentre Federalberghi, in vista della Giornata mondiale per la prevenzione degli annegamenti, richiama l’attenzione sulla scarsa alfabetizzazione acquatica degli italiani. Secondo l’analisi, solo il 53,7% della popolazione sa nuotare in sicurezza, mentre il 27,6% possiede competenze limitate e il 18,7% non sa nuotare.
Un dato particolarmente significativo per un Paese come l’Italia, che può contare su circa 8.000 chilometri di coste, oltre a laghi e fiumi, e che ogni anno registra milioni di presenze turistiche nelle località balneari.
Le dichiarazioni del direttore generale
«Per continuare a vivere il mare, i laghi e le piscine come luoghi di benessere e svago è necessario affiancare alla passione per l’acqua una crescente attenzione alla sicurezza», ha dichiarato il direttore generale di Federalberghi, Alessandro Nucara, sottolineando la necessità di promuovere l’apprendimento del nuoto fin dall’infanzia e di diffondere comportamenti corretti.
Nucara ricorda inoltre che le strutture ricettive nei comuni costieri e lacustri ospitano ogni anno circa 192 milioni di pernottamenti, pari al 42% del totale nazionale, evidenziando come investire nella sicurezza in acqua significhi tutelare sia i cittadini sia i milioni di turisti che scelgono l’Italia ogni anno.
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