È di 11 morti e 19 feriti il bilancio dell’incendio divampato nella notte tra mercoledì 15 e giovedì 16 luglio nell’Istituto per l’infanzia assistita di Mohammadia, comune situato alla periferia orientale di Algeri.
Le autorità algerine hanno confermato la presenza di bambini tra le vittime, senza però fornire per il momento informazioni complete sulle loro identità, sulle età o sull’eventuale coinvolgimento di membri del personale della struttura.
L’incendio è scoppiato intorno alle 3:30 del mattino. Le squadre della Protezione civile sono intervenute per spegnere le fiamme, evacuare gli ospiti e prestare i primi soccorsi. Dopo diverse ore di lavoro, le autorità hanno comunicato che il rogo era stato completamente domato.
Dieci persone hanno riportato ustioni
Secondo il bilancio della Protezione civile, dieci dei 19 feriti hanno riportato ustioni di diversa gravità. Altre due persone hanno manifestato difficoltà respiratorie, mentre sette sono state assistite per ferite lievi o per lo stato di shock provocato dall’incendio.
Cinque minori con disabilità sono stati inoltre evacuati dalla struttura e trasferiti in un luogo sicuro per ricevere assistenza.
Il primo ministro algerino Sifi Ghrieb si è recato all’ospedale per grandi ustionati di Zéralda e al Policlinico universitario Mustapha Bacha per verificare le condizioni dei ricoverati e le modalità della loro presa in carico. Alla visita ha partecipato anche il ministro dell’Interno, degli Enti locali e dei Trasporti Saïd Sayoud.
Il presidente Abdelmadjid Tebboune, impegnato in una visita ufficiale in Germania, ha espresso il proprio cordoglio per le vittime e la vicinanza alle famiglie coinvolte.
Le cause dell’incendio ancora da chiarire
Non sono state ancora comunicate le cause che hanno provocato l’incendio. Sul posto sono proseguiti gli accertamenti delle autorità per ricostruire l’origine delle fiamme e verificare le condizioni di sicurezza dell’edificio.
Il bilancio resta al momento fermo a 11 vittime e 19 feriti. Le autorità non hanno ancora diffuso un elenco ufficiale delle persone decedute né indicazioni precise sulle condizioni dei ricoverati più gravi.
