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Srebrenica, altre dieci vittime del genocidio sepolte a Potočari dopo 31 anni

Cerimonia solenne a Potočari per le dieci salme identificate, mentre la ricerca dei dispersi continua dopo 31 anni dal massacro.

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Srebrenica massacre memorial gravestones 2009 1.jpg

Michael Büker — CC BY-SA 3.0 — via Wikimedia Commons (https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=6405619)

Ludovica Bartolini di Ludovica Bartolini

Nata a Napoli nel 2002, ho conseguito una laurea in Arti, Spettacolo ed Eventi Culturali e una in Journalism and Multimedia Communication. Mi occupo di cultura, cinema e spettacolo

Dieci vittime identificate sono state sepolte nel cimitero‑memoriale di Potočari, a Srebrenica, oggi, 11 luglio, nel 31° anniversario del genocidio del luglio 1995. I feretri, esposti nei giorni precedenti, due giorni fa sono passati davanti alla Presidenza della Bosnia a Sarajevo prima del trasferimento al Memoriale.

Le salme appartengono a persone identificate negli ultimi mesi tramite analisi del Dna al Centro di identificazione di Tuzla: la più giovane aveva 20 anni al momento della morte, la più anziana 56. Alcune famiglie hanno ribadito che “la ricerca dei dispersi non è ancora terminata”, ha riferito l’organizzazione del Memoriale. I dati ufficiali del Memoriale di Potočari indicano che finora sono state tumulate 6.772 salme nel cimitero del Memoriale, circa 250 vittime sono state sepolte in altri luoghi per volontà delle famiglie e oltre 1.000 persone risultano ancora disperse.

La cerimonia e le presenze internazionali

La commemorazione si è aperta con la dženaza‑namaz, la preghiera collettiva che precede la sepoltura, ed è proseguita con deposizioni di fiori e omaggi istituzionali. Tra gli oratori figuravano António Costa, presidente del Consiglio europeo, e Nataša Pirc Musar, presidente della Slovenia; è stato letto anche un messaggio del segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres. La dimensione religiosa si è intrecciata con quella ufficiale, in una giornata che ha confermato — anche sul piano operativo — la prosecuzione delle analisi sui resti e la necessità delle autorizzazioni familiari per procedere alle tumulazioni.

Nel 2024 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che istituisce l’11 luglio come Giornata internazionale di riflessione e commemorazione del genocidio di Srebrenica. L’Alto Commissario Onu per i Diritti Umani aveva definito allora la ricorrenza “ancora più importante alla luce del persistente revisionismo e della negazione del genocidio di Srebrenica”, passaggio richiamato in diversi interventi per sottolineare il valore della memoria e della giustizia.

Marš mira e partecipazione

I feretri arrivati a Potočari sono stati trasportati da Tuzla e il 10 luglio depositati nell’hangar dell’ex base del Dutchbat, l’area che oggi ospita il centro museale di fronte al cimitero. Ai funerali hanno partecipato familiari delle vittime, delegazioni ufficiali e migliaia di cittadini. Nel Memoriale sono confluiti anche i gruppi della Marš mira, la Marcia per la pace che in tre giorni percorre il tracciato da Nezuk a Potočari: gli organizzatori avevano indicato che al 10 giugno le iscrizioni superavano le 2.000 persone e oggi hanno confermato la presenza di gruppi di giovani provenienti dall’Italia e da altri paesi europei.

L’arrivo della Marcia ha saldato il percorso civile della memoria con il momento delle sepolture, mentre il calendario del Memoriale resta legato ai risultati delle attività di identificazione e alle decisioni delle famiglie. Le autorità locali hanno ribadito che le sepolture aggiuntive saranno programmate quando i familiari concederanno le autorizzazioni necessarie.

Giustizia e identificazioni: sentenze e prossimi passi

Durante la giornata è stata ripercorsa la cronologia giudiziaria. Il Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia e la Corte internazionale di giustizia hanno qualificato il massacro come genocidio; tra le condanne citate figurano quelle a Radovan Karadžić e Ratko Mladić. A livello nazionale, il Tribunale della Bosnia ed Erzegovina ha emesso sentenze contro decine di imputati per reati collegati agli eventi del luglio 1995, e sono in corso ulteriori procedure contro altri presunti responsabili, hanno ricordato i magistrati presenti.

Le comunicazioni ufficiali hanno toccato anche l’organizzazione della giornata. Il presidente del Consiglio organizzatore aveva inizialmente indicato la tumulazione di otto vittime; alla cerimonia odierna sono state invece tumulate dieci salme, una variazione spiegata con la tempistica delle identificazioni e con le autorizzazioni familiari. Tecnici ed esperti forensi del Centro di Tuzla hanno chiarito che il ritrovamento dei resti in fosse multiple e la frammentazione dei reperti allungano le procedure di ricomposizione e identificazione: a oggi decine di resti sono ancora in attesa di riconoscimento definitivo o della decisione dei familiari.

Le autorità hanno confermato che le attività di identificazione proseguiranno nei prossimi mesi e che ulteriori tumulazioni saranno calendarizzate non appena le famiglie concederanno le autorizzazioni. Sul piano istituzionale, la ricorrenza dell’11 luglio è stata richiamata come occasione per ribadire l’impegno internazionale contro il revisionismo e per chiedere misure contro la negazione dei crimini accertati.

Al Memoriale, il cronoprogramma delle sepolture rimane subordinato agli esiti degli accertamenti scientifici e alle decisioni delle famiglie; le autorità del Memoriale forniranno il prossimo aggiornamento sul numero complessivo delle tumulazioni.

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