10 luglio 2026 – In seguito ad una segnalazione in relazione a quattro morti sospette, la procura di Padova ha aperto un’inchiesta riguardo alle persone decedute nel centro cardiochirurgico Gallucci.
Morti sospette a Padova, l’accaduto
La segnalazione sarebbe stata fatta dalla Regione Veneto dopo un esposto da parte di alcuni cardiochirurghi dello stesso reparto padovano che avrebbero ipotizzato che non si sarebbe fatto tutto il possibile per salvare quattro pazienti di 56, 23, 59 e 60 anni ricoverati per problemi cardiaci e poi deceduti nel centro di eccellenza della cardiochirurgia e dei trapianti di cuore italiana. Il fascicolo, al momento, è aperto contro ignoti.
Destinatari della missiva il dg dell’Azienda ospedaliera, il direttore sanitario, la rettrice dell’Università di Padova e lo Spisal, tutti informati di “una serie di rilevanti criticità organizzative e gestionali. La nomina del direttore ad interim non appartenente alla medesima disciplina specialistica ha causato incertezza nella catena delle responsabilità clinico-organizzative”.
Inchiesta sulle morti sospette : nel mirino la successione del centro
Dietro l’esposto ci sarebbe una frattura interna al reparto, che si trascina da mesi. Tutto ruota attorno all’eredità del professor Gino Gerosa, storico direttore del centro, che a dicembre ha lasciato l’incarico dopo essere stato nominato assessore regionale alla Sanità del Veneto. Da quel momento, la guida del Gallucci è passata a un dirigente ad interim: una scelta che, come denunciato nella stessa missiva, avrebbe generato tensioni e incertezze mai sopite.
Il nuovo responsabile, infatti, non apparterrebbe alla disciplina cardiochirurgica e questo – secondo i firmatari dell’esposto – avrebbe compromesso la chiarezza nella catena delle responsabilità cliniche. Sullo sfondo resta il concorso che dovrà designare il direttore effettivo, mentre il reparto – uno dei fiori all’occhiello della sanità italiana, dove nel 1985 fu eseguito il primo trapianto di cuore del nostro Paese – si ritrova al centro di un’indagine giudiziaria. Sarà ora compito della procura stabilire se le quattro morti siano riconducibili a effettive carenze assistenziali o se si tratti, piuttosto, del riflesso di uno scontro tutto interno tra camici bianchi.
Non solo a Padova: gli altri casi di morti sospette in cardiochirurgia
Quello del Gallucci non è un caso isolato. Nel 2024, all’ospedale Papardo di Messina, la procura ha disposto un’ispezione nel reparto di Cardiochirurgia dopo la morte sospetta di due pazienti operati per la sostituzione di una valvola mitralica, con prelievi di campioni in sala operatoria per accertare la presenza di batteri. L’inchiesta siciliana ha portato all’iscrizione di tre medici nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio colposo. Lo stesso centro padovano era già finito sotto la lente della magistratura: a gennaio 2025 la procura di Padova aveva avviato un procedimento per omicidio colposo, contro ignoti, per la morte di una 48enne deceduta in Cardiochirurgia dopo un’infezione contratta in ospedale. Episodi diversi tra loro, ma che raccontano quanto il confine tra complicanza clinica e responsabilità sanitaria sia spesso oggetto di indagine.
