Confcommercio Sicilia ha stimato per i saldi avviati in tutta la regione il 4 luglio una spesa media familiare di circa 170 euro e un giro d’affari atteso intorno a 350 milioni. Nel primo weekend molti negozi hanno applicato sconti iniziali del 50%, senza che si registrassero code davanti alle vetrine. Le rilevazioni di Bankitalia, dell’Istituto Ambrosetti e di Svimez, insieme ai segnali raccolti da associazioni e consumatori, indicano che la crescita delle imprese finora non si è tradotta in maggiore potere d’acquisto per le famiglie.
Il quadro, nelle stime dell’associazione di categoria, resta più debole della media nazionale e mostra un arretramento rispetto allo scorso anno. Sul territorio, intanto, l’attenzione si concentra sulla tenuta dei negozi di prossimità, messi sotto pressione dall’e‑commerce e dalle grandi superfici collocate fuori dai centri urbani.
Confcommercio: numeri in calo e concorrenza di e‑commerce
Le stime elaborate dall’ufficio studi regionale di Confcommercio Sicilia quantificano una spesa media di circa 170 euro per nucleo familiare e di 75 euro pro capite, con un valore complessivo dei saldi atteso intorno a 350 milioni di euro sull’intera isola. Il dato è sotto la media nazionale e leggermente al di sotto delle cifre attribuite al 2025, quando la spesa media familiare in Sicilia era stimata tra 180 e 185 euro e il volume complessivo superava i 360 milioni.
Per l’associazione, la chiave è l’erosione del potere d’acquisto. Il presidente regionale, Gianluca Manenti, ha affermato che «l’avvio dei saldi conferma un quadro che richiede un intervento strutturale. Le stime ricalibrate sul potere d’acquisto delle famiglie siciliane indicano una spesa media di circa 170 euro per nucleo familiare e 75 euro pro capite, per un giro d’affari complessivo che si attesta intorno ai 350 milioni di euro». Manenti ha inoltre sottolineato la pressione esercitata dall’e‑commerce e la polarizzazione verso le grandi superfici fuori dai centri urbani, fattori che sottraggono clienti e risorse ai negozi di prossimità.
Federconsumatori: comportamenti di spesa e rischio indebitamento
A Palermo, Federconsumatori ha registrato andamenti differenti tra i nuclei familiari. Il responsabile dello sportello cittadino, Lillo Vizzini, ha spiegato che «questi saldi non sono alla portata di tutti. Con le bollette dell’energia che continuano a crescere e i prezzi su livelli ancora elevati, molte famiglie sono costrette a tagliare i propri consumi, specialmente quelli non strettamente necessari». L’associazione stima che circa il 15% delle famiglie della provincia abbia già approfittato di pre‑saldi e promozioni nelle settimane precedenti e che complessivamente «ne approfitteranno solo il 36,6%», con una spesa media stimata in 150 euro per nucleo familiare.
Vizzini ha poi avvertito che «aumenterà ulteriormente il numero di persone che approfitteranno degli sconti pagando però a rate con le carte revolving», una pratica che Federconsumatori definisce «potenzialmente pericolosa perché può portare a un sovraindebitamento». Il ricorso al credito al consumo, osserva l’associazione, tende a sostenere gli acquisti nonostante i bilanci familiari più tesi, ma espone a costi aggiuntivi e rischi di accumulo del debito.
Unioncamere: imprese in aumento, domanda in affanno
Il termometro dell’attività economica regionale segnala un altro fenomeno: nel primo trimestre l’osservatorio economico di Unioncamere Sicilia ha registrato un tasso di crescita dello 0,15% e un saldo positivo tra cessazioni e nuove attività pari a 638 imprese. Il presidente, Giuseppe Pace, ha richiamato il peso del contributo siciliano nel quadro nazionale: «per comprendere l’importanza del contributo siciliano all’economia del Paese basti pensare che il saldo attivo di tutta Italia è di appena 690 imprese, con la ricca Lombardia che si ferma a un saldo attivo di 722 unità». Secondo Unioncamere, i comparti più dinamici sono quelli innovativi, l’energia, gli alberghi, l’informatica e l’immobiliare.
Questa vitalità dell’offerta convive con una domanda delle famiglie più prudente. Da una parte le Camere di commercio registrano aperture; dall’altra, i monitoraggi sulla spesa segnalano un arretramento degli acquisti non essenziali. Confcommercio e Federconsumatori osservano uno spostamento verso l’e‑commerce e l’uso di politiche commerciali aggressive — sconti elevati e promozioni anticipate — come leve per intercettare una domanda più debole. La competizione sui prezzi e i ribassi consistenti possono comprimere i margini dei dettaglianti, mentre il crescente ricorso a pagamenti rateali e carte revolving pone interrogativi sulla sostenibilità dei consumi nel medio periodo.
In sintesi numerica del trimestre, Unioncamere Sicilia ha confermato un saldo attivo di 638 imprese e un tasso di crescita regionale dello 0,15%, con i settori innovativi, l’energia, gli alberghi, l’informatica e l’immobiliare tra i principali contributori.
