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Auto, nuovi incentivi dal 2026: esclusi i bonus elettriche, spazio a retrofit e noleggio sociale

Il Governo stanzia 1,343 miliardi per il settore automotive, puntando su retrofit e noleggio sociale. Esclusi nuovi ecobonus per auto private, focus su ricerca e filiera produttiva

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Auto, nuovi incentivi dal 2026

Auto, nuovi incentivi dal 2026

Federico Perrone di Federico Perrone

Il Governo ha approvato a Palazzo Chigi ieri il Dpcm “Automotive”, stanziando 1,343 miliardi di euro per il settore. La regia delle risorse privilegia la filiera e la ricerca; per i privati l’asse si sposta su retrofit, ricarica domestica, noleggio sociale e incentivi su moto e veicoli commerciali. Il provvedimento ha ripartito i fondi e ha riaperto dal 18 marzo 2026 alcune finestre di prenotazione; i dettagli tecnici arriveranno con i decreti attuativi e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Non è previsto un nuovo ecobonus generalizzato per l’acquisto di auto private. L’impianto punta su interventi strutturali a sostegno della trasformazione industriale e su misure mirate per l’utenza fragile e le conversioni del parco circolante.

Misure per privati: retrofit, ricarica e noleggio sociale

La linea retrofit prevede contributi fissi per la conversione a gas dei veicoli: 400 euro per l’installazione di impianti Gpl e 800 euro per il metano su auto di categoria M1 omologate almeno Euro 3. Lo sconto sarà applicato direttamente in fattura dall’installatore.

Per le infrastrutture domestiche di ricarica, il contributo coprirà l’80% della spesa fino al 2030, con tetti di 1.500 euro per le persone fisiche e 8.000 euro per le installazioni nelle parti comuni dei condomìni. La misura è concepita per accelerare la diffusione dei punti di ricarica privati, contestualmente al rafforzamento della filiera tecnologica nazionale.

Parte in via sperimentale il noleggio a lungo termine sociale: possono accedervi i nuclei con Isee inferiore a 30.000 euro, sottoscrivendo contratti di almeno tre anni per veicoli nuovi Euro 6 con emissioni di CO₂ non superiori a 135 g/km. L’accesso richiede la rottamazione di un veicolo fino a Euro 4 di proprietà dell’utente o di un familiare convivente da almeno 12 mesi; la gestione operativa è affidata all’Aci. Al termine del contratto l’utente potrà riscattare il mezzo con uno sconto minimo del 10% rispetto al valore medio di mercato.

Sulle due ruote le agevolazioni entreranno in vigore dal 1° gennaio 2027: è previsto uno sconto pari al 20% del prezzo, fino a 2.000 euro, e al 30% fino a 3.000 euro in caso di rottamazione di un veicolo Euro 0-3. Già dal 18 marzo 2026 risultano riaperte le prenotazioni per moto e scooter elettrici e ibridi sulla piattaforma Ecobonus gestita da Invitalia: la prenotazione è a cura del concessionario e lo sconto viene applicato in fattura.

Strumenti per imprese e veicoli commerciali

Il Dpcm concentra oltre il 70% delle risorse sugli strumenti per le imprese: accordi per l’innovazione, contratti di sviluppo e mini contratti di sviluppo rivolti in particolare a Pmi e fornitori. L’obiettivo è finanziare ricerca, sviluppo e investimenti produttivi legati alla transizione tecnologica della filiera automobilistica, dalla componentistica ai sistemi di mobilità avanzati.

Per i veicoli da lavoro è previsto un plafond di 180 milioni di euro destinato alle categorie N1 e N2, con premialità più alte per i mezzi elettrici a batteria e a celle a combustibile. I contributi senza rottamazione sono riservati esclusivamente ai veicoli a zero emissioni, in un’ottica di accelerazione del rinnovo del parco commerciale leggero.

Il provvedimento richiama il Fondo Automotive con una disponibilità complessiva fino al 2030: il piano, nelle note tecniche, prevede 1,6 miliardi di euro per imprese e fornitori, erogati tramite gli strumenti citati. Le modalità operative per l’accesso agli accordi per l’innovazione e ai mini contratti saranno definite con i decreti attuativi e con l’apertura degli sportelli presso il ministero competente.

Critiche di consumatori e reazioni del governo

Le associazioni dei consumatori e diversi operatori hanno espresso riserve sulla scelta di non rifinanziare un ecobonus generalizzato per le auto private. Per Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti, «solo una piccola fetta delle risorse sarà destinata ai privati, mentre la maggior parte dei fondi andrà alle imprese della filiera». Sulla stessa linea Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri, secondo cui «l’esclusione delle auto private dagli incentivi scontenterà una platea enorme di cittadini», richiamando il tema dell’età media del parco circolante.

Dal governo è arrivata una lettura opposta. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha definito il provvedimento «una grande spinta alla ricerca e all’innovazione nelle nuove tecnologie della mobilità» e ha detto che il Dpcm mira a sostenere «la trasformazione della filiera, dalla componentistica ai nuovi sistemi di mobilità». Urso ha aggiunto che in Consiglio dei ministri «si è raggiunta l’intesa di ripristinare, già nel prossimo mese di luglio, risorse pari a 251 milioni di euro» destinate al comparto, somme che si aggiungeranno agli stanziamenti del Dpcm.

Il passo successivo indicato dai ministeri competenti è la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei decreti attuativi, che chiariranno la ripartizione sui singoli strumenti e le soglie di intervento; l’apertura degli sportelli amministrativi seguirà l’adozione dei provvedimenti.

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