Il trasporto aereo italiano si prepara a una nuova giornata di disagi domenica 5 luglio, quando diverse categorie del settore incroceranno le braccia contemporaneamente per lo sciopero previsto. Al centro delle proteste ci sono in particolare lo scalo di Malpensa e il personale di terra degli aeroporti nazionali, con ripercussioni che potrebbero interessare numerosi voli in partenza e in arrivo su tutto il territorio.
Sciopero aerei 5 luglio, chi si ferma e quali garanzie restano attive
Ad aprire le danze sarà il personale Enav di Malpensa, che osserverà uno sciopero di 24 ore, dalle 00.01 alle 24.00, a cui si aggiungerà una seconda astensione più breve, di quattro ore, tra le 13.00 e le 17.00. Per l’intera giornata, dalle 00.00 alle 23.59, si fermeranno anche i lavoratori delle aziende aeroportuali aderenti ad Assohandlers, mentre lo stesso arco temporale riguarderà pure il personale navigante di EasyJet Airlines Limited. Come da normativa, resteranno comunque garantite le fasce di legge, indicativamente dalle 7.00 alle 10.00 e dalle 18.00 alle 21.00, salvo conferme da parte dei singoli vettori, insieme all’arrivo a destinazione dei voli nazionali già in corso e di quelli internazionali in prossimità dell’inizio dello sciopero. Per i collegamenti intercontinentali, i passeggeri sono invitati a verificare lo stato del volo direttamente con le compagnie.
La precettazione per Lampedusa in vista della visita del Papa
Un caso a parte riguarda la Sicilia, dove il prefetto di Agrigento, Salvatore Caccamo, ha firmato un’ordinanza di precettazione nei confronti del personale della società Dat, imponendo lo svolgimento regolare di sei collegamenti essenziali con Palermo e Catania. La decisione nasce dalla necessità di evitare il blocco dell’isola di Lampedusa, già satura di pellegrini, fedeli e autorità regionali in vista della visita del Pontefice, in un contesto privo di alternative di alloggio e a rischio per l’ordine pubblico, come segnalato anche dalla Commissione di Garanzia.
